29 Luglio 2012

E ora Taranto prepara la marcia dei ventimila

E ora Taranto prepara la marcia dei ventimila

TARANTO – Gli operai dell’ Ilva si riprendono la città. E non soltanto loro. Giovedì 2 agosto, ventiquattr’ ore prima che i giudici del Riesame affrontino la questione del sequestro degli impianti del centro siderurgico e degli otto arresti, i lavoratori scenderanno nelle strade insieme con le loro famiglie. Sarà una marcia dei ventimila che sfilerà lungo le dorsali cittadine e invaderà piazze e marciapiedi e strade. Tute blu e grigie, donne e bambini, tecnici e ingegneri, uno accanto all’ altro per sensibilizzare i cittadini di una Taranto spesso sonnolenta e distratta, specie d’ estate, e confermare ai giudici che Ilva significa 11.653 dipendenti, ma dietro ci sono altrettante persone che con gli stipendi erogati da Riva, circa 550 milioni l’ anno, vivono. Alla manifestazione parteciperanno anche gli artefici della marcia degli ottomila del 30 marzo scorso. «Noi ci saremo – conferma Enzo Schiavone – non siamo sindacalizzati ma questa battaglia è anche nostra. Siamo quadri, capireparto, capiturno, operai e ingegneri che mettono al centro il diritto al lavoro». Ieri, intanto, la città ha perso l’ affanno di giovedì e ha recuperato il respiro normale. La fabbrica ha marciato regolarmente, le colate continue hanno fatto il lavoro di sempre, i lavoratori erano al loro posto. I blocchi stradali sulle statali e provinciali e dentro il perimetro urbano erano stati tolti venerdì sera e la circolazione stradale già ieri mattina era fluida. Chi avant’ ieri ha dovuto fare sessanta chilometri di strade alternative sconosciute per raggiungere casa ha ripreso i percorsi abituali. La protesta operaia, per ora, ha ripiegato, ma ribolle sotto traccia. L’ esito del Riesame, venerdì 3, è molto atteso. «La tensione s’ è stemperata e i lavoratori sono tornati in fabbrica – commenta Gianfranco Turi, segretario generale della Uil, – perché sono accaduti due fatti nuovi. Da un lato le dichiarazioni del procuratore Sebastio sull’ applicazione del sequestro notificato ma non ancora eseguito in attesa degli sviluppi, una posizione di grande realismo e attenzione, dall’ altra le dichiarazioni assolutamente innovative del nuovo presidente dell’ Ilva Bruno Ferrante. Qui abbiamo registrato, noi segretari generali, un’ inversione di tendenza molto netta e di buon auspicio. Ferrante ha rappresentato un quadro completamente diverso rispetto ad alcuni mesi fa. Ha parlato di dialogo con i sindacati e i lavoratori ma anche con il territorio, una cosa mai accaduta prima. Ha dimostrato grande apertura sulle questioni ambientali e del lavoro. Insomma un’ azienda prima orientata solo al profitto, d’ altra parte lo ha affermato anche il gip Nell’ ordinanza, ora sta mostrando un altro volto». Il sindaco si attende ora che Ilva presenti, nel tentativo di ribaltare le decisioni sul sequestro, impegni e iniziative inserite in un programma con scadenze prefissate. Secondo Daniela Fumarola, segretario generale della Cisl, «i lavoratori sono rientrati in fabbrica in un clima di moderato ottimismo. Sono ovviamente preoccupati per gli eventuali sviluppi della vicenda processuale – ammette – però sono anche moderatamente ottimisti. Lo stesso fatto di aver potuto riprendere a lavorare è un elemento di tranquillità». Domani, intanto, sono in programma una serie di riunioni in stabilimento tra i sindacati di categoria e generali per stabilire la linea d’ azione e il programma della manifestazione di giovedì. Sempre domani Confindustria Taranto ha convocato un’ assemblea generale delle imprese associate, e non, per discutere sulle ripercussioni della vicenda Ilva sull’ economia complessiva del territorio. Il Codacons, intanto, annuncia che il 3 agosto sarà al Tribunale del riesame. «Come forma di tutela dei lavoratori – dice Carlo Rienzi – proporremo al Tribunale di riaprire per un periodo massimo di tre mesi gli impianti, affidandoli alla responsabilità dell’ Arpa e del prefetto, a condizione che in tale periodo il ministero dell’ Ambiente, l’ azienda e gli enti interessati operino per sanare la situazione di danno ambientale, bonificando l’ area con i fondi stanziati dal Governo». Il Codacons annuncia inoltre la costituzione di parte offesa nel procedimento e lancia infine una mega azione di risarcimento in favore di cittadini, dei lavoratori e delle aziende del tarantino danneggiate dall’ inquinamento ambientale. Dopo aver appreso la notizia della rimozione dei blocchi stradali l’ assessore regionale all’ Ambiente, Lorenzo Nicastro, sottolinea «la grande lezione di maturità e consapevolezza arrivata proprio da chi ha avuto più ragioni per temere sulla sorte del proprio futuro». Annunci che «dal canto nostro riprenderemo da subito l’ attività lunedì mattina con il gruppo di lavoro che procederà alla redazione del regolamento che renderà operativa la legge recentemente approvata dal Consiglio regionale sul controllo delle polveri sottili e sulla valutazione del danno sanitario». L’ assessore è convinto che, data la grande attenzione dimostrata a tutti i livelli, viene data «un’ importantissima occasione di scrivere a Taranto una nuova pagina di storia sociale ed industriale che non riguarderà solo la città ionica o la Puglia ma l’ intero Paese». RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this