Spending review al voto in Senato il governo smentisce taglio tredicesime
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da AltoAdige.it
ROMA – Le tredicesime non si toccano. Dopo le polimiche nate nei giorni scorsi dalle dichiarazioni di Confesercenti, Palazzo Chigi smentisce l’ intezione di mettere mano alla mensilità aggiuntiva dei dipendenti pubblici e dei pensionati. “È allarmismo sociale – denuncia il governo in una nota – che rischia di causare un duplice danno sia per l’ organizzazione che ha diffuso questa ipotesi, in quanto si rischierebbe un possibile blocco dei consumi, sia per la tenuta dell’ economia”. I possibili cambiamenti al testo della spending review sono altri: nessun obbligo per gli Enti locali di accorpare le proprie agenzie, maggior risparmio per le prefetture e tempi più brevi per il riordino delle scuole di formazione. Le ipotesi sono contenute nei quattro emendamenti arrivati stamattina in commissione Bilancio a Palazzo Madama e pronti per il voto nel pomeriggio. E intanto Cgil e Uil annunciano lo sciopero per un’ intera giornata nell’ ultima settimana di settembre. Critico, nonostante la consapevolezza della necessità di un taglio delle spese, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, che mette in dubbio la possibilità di siglare il patto salute. “Nel combinato disposto tra spending review e manovra 2013-2014 c’ è un taglio così pesante alla sanità da non rendere sostenibile e possibile il patto per la salute”, ha dichiarato. E si prepara quindi a delineare, insieme all’ Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un piano per rendere possibile una riduzione della spesa senza incidere sui servizi. Il testo non prevede tagli alla ricerca, assicura invece il ministro dell’ Istruzione Francesco Profumo. “In questi anni l’ Italia – ha affermato il ministro dopo aver ribadito che l’ avvio del nuovo anno scolastico non è a rischio – non ha investito abbastanza nella modernizzazione delle sue strutture, anche quelle di ricerca. Probabilmente abbiamo una governance che non è al passo coi tempi ma ora abbiamo la possibilità di ricavare più risorse cercando di recuperare in efficienza amministrativa, in procedure meno burocratizzate e in sistemi che siano più semplici e meno materializzati”. Non completamente soddisfatto Pier Luigi Bersani, che si apre al dialogo: “Contiamo che su un paio di punti ci sia una riflessione molto attenta. Così non va bene. Risparmiare si può, ma non così. Tenendo i saldi, perché non siamo agit prop, ma un partito di governo ma riaprendo i tavoli con i soggetti interessati”. Gli emendamenti. I relatori, Paolo Giaretta (Pd) e Gilberto Pichetto Fratin (Pdl), hanno spiegato che gli emendamenti riguardano innanzitutto “le società degli Enti locali, per le quali chiariamo che sulla materia culturale e socio-ambientale è possibile costituire una società pubblica”. Oltre a questo punto, toccato nell’ articolo 9 del decreto, vi sono altri “aggiustamenti al testo del governo” ai successivi due articoli. Negli articoli che riguardano le città metropolitane e le Unioni dei comuni (il 18 e il 19) “è stato recepito il parere della Commissione Affari costituzionali che coordina le norme con la Carta delle Autonomie”. In arrivo anche altri emendamenti sull’ articolo 4, riguardante le società pubbliche in house , e sull’ articolo 17, sulla soppressione delle province. Tra gli altri cambiamenti salterà l’ obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, a patto che risparmino il 20% sui costi di gestione, e passerà dal 10 al 20% il risparmio imposto alle prefetture per l’ esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali di tutte le strutture periferiche dello Stato. È prevista anche la costituzione di un ufficio unico di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo Stato per assicurare le funzioni di rappresentanza unitaria. Scenderanno invece da 180 a 120 i giorni a disposizione per il riordino delle scuole pubbliche di formazione, mentre si rafforza l’ obbligo della previsione della concentrazione in una scuola centrale esistente per il reclutamento e la formazione generica dei dirigenti e dei funzionari. Scioperi. Dopo la manifestazione dei sindaci contro la “tagling review” , ieri in piazza Sant’ Andrea della Valle, Federfarma ha confermato la serrata delle farmacie di domani. Resteranno comunque aperte quelle di turno, come ricorda la presidente Annarosa Racca definendo i tagli “una misura iniqua e insostenibile per le farmacie italiane”. Sul piede di guerra il Codacons, che avvisa: “Sono pronte le denunce a carico dei farmacisti in caso di mancata comunicazione all’ utente o se non saranno aperte le farmacie di turno”. Anche il pubblico impiego annuncia lo sciopero. Cgil e Uil, al termine dell’ incontro con i sindacati al ministero della Pubblica ammistrazione al quale era assente il ministro Filippo Patroni Griffi, ha annunciato la mobilitazione per l’ ultima settimana di settembre. Prima di prendere posizione, la Cisl invece attende il nuovo incontro previsto per lunedì prossimo.
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