Serrata delle farmacie. Il Codacons pronto alle denunce
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fonte:
- Affari Italiani
Chiudono i battenti nella giornata di domani le farmacie private di Milano e Lombardia per protestare contro le decisioni imposte al settore, dal decreto sulla spending review. Si tratta di 630 farmacie private della provincia di Milano, 130 della provincia di Monza, 57 della provincia di Lodi. I motivi della protesta saranno spiegati da Annarosa Racca, presidente di Federfarma, in una conferenza stampa domani in piazza Scala alle 11,30 dove un gruppo di farmacisti si ritrovera’ con cartelli e striscioni per manifestare. “Il nostro settore e’ uno dei pochi settori virtuosi della sanita’ pubblica – fa sapere una nota dell’ Associazione chimica farmaceutica lombarda tra titolari di farmacia – che rispetta ogni anno il tetto di spesa prefissato. Nonostante questo, il decreto governativo sulla spending review ha aumentato pesantemente il contributo che le farmacie versano allo Stato per la distribuzione dei farmaci previsti dal Servizio sanitario nazionale (per cui va presentata la ricetta rossa). Si procede dunque nella politica degli ultimi anni fatta di tagli continui e indiscriminati alle farmacie, che non accettano piu’ di essere ancora chiamate a pagare per gli sprechi e le inefficienze di altri settori della sanita’”. I lCodacons però non ci sta e annuncia denunce immediate in caso di violazione dell’ Accordo nazionale del 26 gennaio 2004 e delle deliberazioni che regolamentano l’ esercizio del diritto di sciopero nel settore della distribuzione farmaceutica. In particolare l’ associazione di consumatori ricorda che vanno garantire le attivita’ di dispensa di alcuni farmaci indispensabili e che va assicurata, quindi, l’ apertura ed il normale funzionamento delle farmacie di turno, come avviene nei giorni festivi. Inoltre, aggiunge il Codacons, lo sciopero non puo’ superare la durata di 8 ore per ciascun turno di lavoro ed ogni farmacia aderente allo sciopero doveva obbligatoriamente, almeno 5 giorni prima dell’ inizio dell’ astensione dal lavoro, provvedere a dare adeguata comunicazione agli utenti. In merito poi alle ragioni della protesta, che ha aumentato il contributo che le farmacie versano allo Stato per la distribuzione dei farmaci previsti dal Servizio sanitario nazionale, il Codacons evidenzia come in questi anni “i sacrifici siano stati fatti solo dai malati, costretti a pagarsi un numero sempre maggiore di farmaci che prima erano invece passati dal SSN e che ora sono a carico dei consumatori anche a fronte di malattie molto serie. Riconosciamo che i farmacisti sono tra i pochi professionisti che non evadano e pagano le tasse su tutto quello che guadagnano, ma e’ anche vero che non esistono farmacisti poveri che non si possano permettere questo piccolo contributo. Tutto questo senza contare che sono gia’ stati graziati dal dl sulle liberalizzazioni, un decreto che ha impedito ai malati di poter risparmiare soldi acquistando i farmaci di fascia C nei supermercati”.
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