Villa Elena, l’ hospice si è bloccato
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fonte:
- La Nuova Venezia
L’ Antica Scuola dei Battuti ha festeggiato un altro “super” compleanno, quello di Erminia Pitteri, ospite dell’ ente dal 2006. Nata a Venezia il 22 luglio 1911, Erminia Pitteri (foto), vedova Facchin, ha vissuto in centro storico dove ha lavorato al cotonificio di Santa Marta; non ha avuto figli, ma ha aiutato la sorella Maria, da poco deceduta, ad allevare i propri ed ancor oggi i nipoti le sono grati dell’ affetto ricevuto. A festeggiarla il presidente Aldo Mingati, il Servizio educativo-animativo dell’ ente, le nipoti Gabriella e Mirella, con il marito e la nipotina Elena. di Maurizio Toso Doveva diventare un importante punto di riferimento per tanti malati gravi, un potenziamento dei servizi già offerti all’ interno del territorio dell’ Asl 12. L’ hospice di Villa Elena, struttura che dovrebbe essere realizzata dall’ Opera Santa Maria della Carità, a oggi ancora un oggetto misterioso, dal futuro indecifrabile. I punti di partenza per inquadrare la questione sono due: l’ opera sarà finanziata solo con fondi di privati, ossia dell’ Opera stessa, e per portare a termine il progetto servono una decina di milioni di euro. Somma che sembrava abbordabile nel 2007, quando l’ iter fu messo in moto, ma che oggi crea non pochi problemi. Restano, però, i problemi di quanti avrebbero bisogno di un hospice come quello che dovrebbe essere ospitato a Villa Elena. Christian Sottana, consigliere comunale della Lega Nord, nelle scorse settimane aveva presentato un’ interrogazione in cui chiedeva di sapere perché la realizzazione di questo hospice si era impantanata, invitando il Comune ad approfondire la vicenda. Il problema, però, non è a livello istituzionale. «Tutte le autorizzazioni della Regione e dell Usl sono arrivate», sottolinea infatti don Corrado Cannizzaro, presidente dell’ Opera Santa Maria della Carità, «e quindi non rappresentano più un ostacolo. Le difficoltà ora sono di natura economica. Per realizzare l’ hospice a Villa Elena, complesso costruito nel ‘700, dobbiamo seguire tutta una serie di regole e rispettare precisi vincoli. Ci sono poi le specifiche relative alle caratteristiche di un hospice. Bene, per portare a termine il nostro progetto ci serve una cifra importante, che si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Quando il progetto fu impostato questo non rappresentava un problema, ora è necessaria una riflessione approfondita, che ci impedisce di dare risposte certe per il futuro». La crisi, insomma, pesa anche nella partita dell’ hospice, questione che tocca da vicino tutta l’ area gestita dall’ Usl 12. A Villa Elena dovrebbero trovare posto una ventina di malati incurabili, come conferma lo stesso don Cannizzaro. Posti ancora virtuali, che però andrebbero a potenziare una disponibilità attualmente considerata inadatta rispetto alle reali esigenze dei malati. Lo scorso 15 marzo, infatti, varie associazioni (Codacons, Lega Tumori, Anfass, Avulss e Umanitas Venetia) avevano inviato una lettera al ministero della salute in cui chiedevano di ripristinare i 25 posti di hospice del policlinico San Marco, considerando che gli unici spazi a disposizione erano (e sono) quelli del Fatebenefratelli di Venezia e del Centro Nazaret di Zelarino. Erano state anche raccolte migliaia di firme a sostegno della richiesta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: Erminia Pitteri, villa elena
