Benzina: stop dei gestori il 4 e 5 agosto
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fonte:
- L`Unità
MARCO TEDESCHI I benzinai confermano lo sciopero seppure ridotto da tre a due gioni. La serrata si terrà il 4 e 5 agosto (sabato e domenica) mentre salta la data del 3. Questo l’ esito dell’ incontro – ieri – delle organizzazioni dei benzinai (Faib, Fegica e Figisc-Anisa) con la Commissione di garanzia per gli scioperi. La chiusura di tutti gli impianti, spiegano i sindacati riguarderà tanto la rete ordinaria che le autostradale con inizio alle 24 di venerdì 3 agosto, proseguendo lungo tutto il primo weekend del mese. alla base della protesta il «profondo e drammatico disagio» che vive una intera categoria che assicura, a diverso titolo, 120mila posti di lavoro, oltre ad un servizio essenziale e capillare alla collettività, posti «messi a repentaglio da politiche commerciali e di prezzo dell’ industria petrolifera che penalizzano lavoratori e consumatori». I maxi sconti del weekend, dunque, nel fine settimana di esodo più sostenuto saranno ridotti al minimo, a meno che l’ incontro di oggi al ministero dello Sviluppo non dia esiti di rilievo e la stessa Commissione non decida di chiedere il differimento dell’ agitazione che, dice il presidente Roberto Alesse, «danneggerebbe in modo significativo i cittadini». La politica dei prezzi. Cioè i maxi sconti dei fine settimane che riducono i margini di guadagno. È questo l’ oggetto del contendere che ha portato i gestori degli impianti a protestare. Ma ci sono anche altre ragioni. A cominciare spiegano i sindacati – dagli accordi collettivi scaduti e non rinnovati, margini tagliati unilateralmente fino al 70%, licenziamenti forzati degli addetti alla distribuzione, rifiuto di adottare diverse tipologie contrattuali, discriminazioni sui prezzi che spingono fuori mercato migliaia di impianti senza possibilità di reazione alcuna, vendite autostradali totalmente cannibalizzate. «Ora tutta la responsabilità», affermano i gestori, «è sulle spalle del ministero dello Sviluppo economico»: un incontro è infatti in programma per oggi con il sottosegretario Claudio De Vincenti, al termine del quale la Commissione di garanzia deciderà il da farsi. Alla riunione parteciperanno Unione Petrolifera, retisti indipendenti e gestori. A giudizio dei gestori, infatti, spetta al ministero «il compito di individuare ed assumere misure concrete che assicurino l’ immediato ripristino di comportamenti industriali equilibrati, non più ingiustificatamente violenti e, soprattutto, rispettosi della legislazione vigente». Intanto torna a salire il prezzo dei carburanti a conferma di della doppia velocità che sta cambiando le abitudini degli automobilisti sempre più portati a fare il pieno nei fine settimana. Ieri IP ha aumentato di 1 centesimo il prezzo raccomandato della benzina e di 2 cent quello del diesel, mentre TotalErg è salita rispettivamente di 0,7 e 0,4 centesimi. Prezzi praticati sul territorio ovunque in crescita, comprese le no logo. Più nel dettaglio, secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi di Quotidiano energia, i prezzi medi serviti sono a 1,841 euro/litro per la benzina, 1,739 per il diesel e 0,749 per il Gpl. Le punte massime registrano la verde fino a 1,927 euro/litro, il diesel a 1,784, il Gpl a 0,790.La guerra della benzina vede in campo anche le associazioni dei consumatori. Per il Codacons non c’ è stata alcuna gentil concessione da parte dei benzinai che hanno «rinunciato» allo sciopero del 3 agosto, semplicemente perché era palesemente illegale e rischiavano solo di prendersi una denuncia. L’ associazione di consumatori mette in guardia, poi, i benzinai dalle chiusure illegali e dalle speculazioni sui prezzi. Considerato che il 2 ed il 3 agosto ci sarà l’ assalto ai benzinai, il Codacons chiede il blocco dei listini dei carburanti nelle 48 ore precedenti lo sciopero e annuncia fin d’ ora l’ intenzione di denunciare all’ Antitrust chiunque alzerà indebitamente i prezzi solo per speculare sull’ esodo e sulla concomitante chiusura dei distributori.
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