19 Luglio 2012

Cara Provincia

Cara Provincia

Cara Provincia. con un “nobile”, discreto ritardo, rispetto a noi umili cavie di passati e presenti governi, che ogni giorno vediamo sulla nostra pelle aumenti e aumentini per qualsiasi cosa si pensi di acquistare, finalmente anche l’ autorevole Istat si accorge che le famiglie italiane sono sempre più povere. Bella scoperta. I dati sono davvero preoccupanti: nel 2011 più di otto milioni di persone erano ai limiti dell’ indigenza, e quasi tre milioni e mezzo in assoluta povertà, vale a dire l’ 11 per cento delle nostre famiglie, con un reddito, per quelle composte da due persone, di circa mille euro al mese. I guai più seri li passano i nuclei familiari senza occupati né pensionati, specialmente al centro e sud Italia, quindi le coppie di anziani soli, magari con un’ unica pensione minima, e le famiglie con un figlio e un solo coniuge che lavora. Al sud poi, una famiglia su quattro è considerata povera e in alcuni casi priva di ogni mezzo di sostentamento che possa consentire anche una pur minima qualità della vita. In ogni caso, sempre stando ai dati dell’ Istat, non c’ è da stare allegri nemmeno in generale, visto che il 7% delle nostre famiglie è appena al di sopra della soglia di povertà, vale a dire che basta che un componente debba rifarsi i denti per mandarle in rovina. Otto milioni di poveri gridano vendetta in un Paese dove amministratori come la pidiellina appena entrata al consiglio regionale lombardo ha chiesto arretrati per 250 mila euro, cioè soldi che le spetterebbero dall’ inizio della legislatura e non dalla data di insediamento. Raniero Parenti Lecco Caro Parenti, il nostro è un vero e proprio allarme sociale, perché gli otto milioni di poveri sono soltanto la punta dell’ iceberg di moltissime famiglie – circa il 40 per cento- che faticano da anni ad arrivare a fine mese, soprattutto nel Mezzogiorno e al Sud. Una situazione destinata a precipitare, se non si prendono misure immediate, come ha suggerito il Codacons. Alla consigliera regionale consigliamo invece un bel tuffo refrigerante in una fontana, chissà che non le si chiariscano le idee. Vittorio Colombo [email protected] © riproduzione riservata.

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