18 Luglio 2012

Sciopero dei benzinai, veto del Garante

Sciopero dei benzinai, veto del Garante

I benzinai del Friuli Venezia Giulia studieranno eventuali iniziative per protestare contro la situazione di crisi del settore nella fascia confinaria. I rappresentanti della categoria non hanno ancora valutato le azioni da portare avanti né tantomeno se “agganciarle” allo sciopero annunciato a livello nazionale da 3 al 5 agosto, anche se l’ orientamento sarebbe quello di studiare un’ iniziativa ad hoc vista la diversa natura delle proteste. I gestori del Friuli Venezia Giulia, e in particolare quelli di Trieste e Gorizia, lamentano l’ inerzia dello Stato e della Regione davanti alla fuga di automobilisti che in maniera sempre più massiccia vanno a fare il pieno di carburante in Slovenia. (r.u.) ROMA Distributori di benzina chiusi, self service compresi, nel primo week end di agosto. Lo hanno deciso i gestori che, per protestare contro l’ industria petrolifera e il governo, ai tempi della grande crisi, mentre i prezzi dei carburanti riprendono a salire dopo gli sconti del fine settimana, hanno annunciato un pacchetto di misure che comprende anche la sospensione per una settimana dei pagamenti con carte e bancomat. Ma dal Garante degli scioperi arriva lo stop perchè il periodo scelto è di franchigia. Le organizzazioni dei gestori Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno deciso congiuntamente la chiusura da venerdì 3 a domenica 5 agosto di tutti gli impianti di rifornimento carburanti sia su rete ordinaria che autostradale. Da subito partirà una campagna di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini e gli automobilisti, da lunedì 23 luglio saranno sospesi gli accordi collettivi per la parte riguardante il prezzo massimo di rivendita sui carburanti e da lunedì 30 luglio a domenica 5 agosto verranno sospesi i pagamenti con carte di credito, pago bancomat e carte bancarie. Nel mirino dei gestori i comportamenti del governo e dell’ industria petrolifera che «non lasciano altra possibilità che adottare iniziative estreme di protesta e di difesa verso una aggressione gravissima, insopportabile e ingiustificata»: in particolare, sottolineano le tre organizzazioni, i comportamenti dei petrolieri colpiscono oltre 20.000 piccole imprese di gestione che occupano circa 120.000 persone, mentre il governo «assiste muto alla violazione delle leggi». Immediato l’ altolà del Garante degli scioperi Roberto Alesse, che fa sapere che lo sciopero non si può fare perchè il 3 agosto rientra tra i periodi di franchigia. Il Garante rivolge quindi un appello alle organizzazioni di categoria affinchè nelle due giornate di sciopero, se confermate, vengano garantite le prestazioni indispensabili e si valuti l’ opportunità di escludere dal fermo le zone colpite dal sisma in Emilia. I consumatori intanto sono già sul piede di guerra: il Codacons si dice infatti pronto a denunciare sia alla Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia i gestori che, nonostante il richiamo del Garante, aderiranno alla serrata. Non l’ unica che minaccia le vacanze. Sempre il 3 agosto, infatti, sulle spiagge italiane ci saranno ombrelloni chiusi e operatori balneari a braccia conserte. I 30 mila imprenditori balneari di tutte le maggiori sigle sindacali hanno deciso di protestare in questo modo contro il governo, colpevole di non intervenire con forza per chiedere all’ Ue una deroga alla direttiva Bolkestein la quale prevede che, dal 1 gennaio 2016, tutte le concessioni balneari vadano all’ asta.
 

 

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