L’ esodo parte senza benzina
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fonte:
- La Stampa
L’ esodo estivo parte con la zavorra. I benzinai proclamano una serrata per i giorni dal 3 al 5 agosto (anche se il Garante degli scioperi mette il veto sulla prima data). In quel weekend le organizzazioni dei gestori Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/ Anisa Confcommercio hanno deciso di chiudere tutti gli impianti di rifornimento dei carburanti, self service compresi, sia sulla rete ordinaria sia sulle autostrade. E prima di quelle date ci saranno varie altre forme di protesta: fra l’ altro, da lunedì 30 luglio a domenica 5 agosto non verranno accettati i pagamenti con il bancomat e le altre carte elettroniche. Perché tutto questo? Luca Squeri, presidente della Figisc Confcommercio, spiega al telefono che «la guerra degli sconti nei weekend, a cui le compagnie ci fanno partecipare, ci costringe a vendere sottocosto. E questo in un periodo in cui gli introiti sono già al limite della sopravvivenza e costringono molti gestori a chiudere per sempre. Abbiamo calcolato che nel corso dell’ estate verranno meno incassi per 350 milioni di euro», sommando il danno per le compagnie e per i benzinai. Squeri ce l’ ha anche con le banche: «Il Parlamento ha stabilito che al distributore i pagamenti con le carte elettroniche debbano avvenire senza commissioni né a carico degli automobilisti né dei gestori. Questo per agevolare i benzinai e anche per ridurre le giacenze di denaro e il rischio di rapine. Ma le banche hanno aggirato la legge aumentando l’ affitto mensile dei Pos (le macchine che registrano i pagamenti) in misura pari o superiore alle commissioni abolite». Nel mirino dei benzinai anche le compagnie che hanno lasciato scadere uno dopo l’ altro gli accordi coi gestori e non li rinnovano, e il governo che «assiste muto alla violazione delle leggi». Il Garante degli Scioperi Roberto Alesse ha dato un altolà, dicendo che «la Regolamentazione vigente nel settore non ne consente l’ effettuazione, dal momento che il giorno 3 agosto rientra tra i periodi di franchigia». Alesse lancia anche un appello «affinché nelle due giornate di sciopero, ove confermate, siano garantite le prestazioni indispensabili e si valuti, con senso di responsabilità, l’ opportunità di escludere dal fermo le zone colpite dal sisma in Emilia, ove vige lo stato di emergenza». Sono sul piede di guerra i consumatori: quelli del Codacons si dicono pronti a denunciare sia alla Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia i gestori che, nonostante il richiamo del Garante, aderiranno alla serrata. Il Codacons chiede già agli automobilisti di segnalare eventuali violazioni. Ieri intanto si è registrata una nuova raffica di rincari per i prezzi dei carburanti dopo gli sconti del fine settimana: secondo le rilevazioni della Staffetta Quotidiana hanno ritoccato i listini Eni, Esso, Ip, Q8 e TotalErg, con aumenti sulla benzina compresi tra 0,4 centesimi (TotalErg) e 1,1 centesimi (Eni) e sul gasolio tra 0,5 centesimi (Esso e Q8) e 2 centesimi (Ip). I prezzi medi consigliati con la modalità servito salgono per la benzina a 1,837 euro/litro (+0,6 centesimi) e per il diesel a 1,734 euro/litro (+1 centesimo). Da segnalare che secondo un’ elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del ministero dello Sviluppo economico, in Italia le emissioni di anidride carbonica derivanti dall’ uso di benzina e gasolio per autotrazione sono diminuite nel primo semestre 2012 di 5.390.878 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2011. «I prezzi ribassati ci costringono a vendere sottocosto: in questi mesi perderemo 350 milioni»
luigi grassia
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