17 Luglio 2012

Non la riconoscono Coppia di rottweiler sfigura la domestica

Non la riconoscono Coppia di rottweiler sfigura la domestica

La villa a Roma dove due rottweiler hanno ridotto in fin di vita una domestica di 74 anni Dal labrador di Francesco Totti, che domenica pomeriggio ha salvato un pensionato e una bambina di 8 anni che rischiavano di annegare in mare, ai due rottweiler che ieri mattina hanno sbranato una domestica di 74 anni, viva per miracolo. Con tutta la coda polemica che ne deriva a proposito di razze pericolose e non. Certo, l’ episodio di ieri ha dell’ inquietante. La borsetta in una mano, le chiavi del cancello della villa nell’ altra. Giusto il tempo di fare qualche passo nel giardino e si scatena l’ inferno: i due rottweiler di guardia l’ aggrediscono al collo, alla testa, alle braccia e la trascinano per oltre 100 metri. Elena F., 74 anni, è grave in prognosi riservata – ma non in pericolo di vita – all’ ospedale Sant’ Andrea, i due cani – un maschio e una femmina, 60 chili a testa – sono stati uccisi dai carabinieri intervenuti per soccorrerla e il proprietario rischia una denuncia per lesioni colpose gravissime e omessa custodia. Ai chirurghi sono state necessarie 7 lunghissime ore per ricostruire lo scalpo dell’ anziana, profondamente lesionato a causa dell’ attacco dei due animali. Addolorato e stupito il proprietario della villa e dei rottweiler, un commerciante sessantenne. «E’ un’ amica di famiglia, sono sconvolto – dice appena rientrato a Roma dalle ferie, dopo essere stato avvertito dai carabinieri -. Non riesco a capacitarmi di quanto successo: i cani la conoscevano bene, qualche volta sono stati nutriti anche da lei». Ad occuparsi di loro a tempo pieno è il giardiniere, incaricato anche di dar loro da mangiare. Ma anche i vicini di casa gli stessi che ieri hanno avvisato il 112 – ammettono di aver notato diverse volte Elena F. mentre cibava i cani. Ma allora perché ieri non l’ hanno riconosciuta? Il loro compito è quello di presidiare il territorio, difendere la villa – alla Giustiniana, zona residenziale vicina alla collina dell’ Olgiata – ma la colf è praticamente una di casa. E allora? Che cosa può aver scatenato la loro rabbia? Il vicepresidente dell’ Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) Raimondo Colangeli, ipotizza: «Il caldo può avere inciso, perché lo risentono tutti i mammiferi. Anche noi diventiamo più aggressivi. Il problema non sta nella razza, considerata da alcuni pericolosa, ma nella gestione nel cane. Nel 2012 un cane, almeno in ambiente urbano, deve essere di compagnia, non da guardia». Di diverso parere è l’ associazione dei consumatori Codacons: «Urge il ripristino dell’ elenco delle 17 razze ritenute potenzialmente più pericolose, elenco voluto dall’ allora ministro Sirchia e irresponsabilmente eliminato dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini». L’ associazione chiede inoltre «il patentino obbligatorio per chi possiede una di queste 17 razze, dal pitbull al rottweiler». Ma per l’ Enpa (Ente nazionale protezione animali), il ritorno alla «black list» delle razze canine pericolose «è un’ ipotesi assolutamente da scartare. Quest’ aggressione si configura in un contesto di omessa custodia. Sembrerebbe infatti che il commerciante sia partito lasciando i suoi due animali nel giardino della propria abitazione». Contro la black list si schiera anche la Lav (Lega Antivivisezione), che rilancia l’ Ordinanza sull’ incolumità pubblica, quella l sull’ anagrafe canina e l’ obbligo di microchip per l’ esigenza « di avere in vigore gli strumenti che possano reprimere, prevenire, educare e formare, in un ambito nel quale tanti cani sono utilizzati come antifurto o status symbol». Sconvolto il padrone: la conoscevano bene Qualche volta li aveva anche nutriti.
grazia longo

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