Inflazione al 3,3% a giugno la spinta viene dagli alimentari
-
fonte:
- Il Messaggero
ROMA L’ inflazione si mantiene alta e l’ Istat conferma l’ aumento del 3,3% a giugno, un ulteriore scalino in più rispetto al 3,2% di maggio. L’ aumento mensile è dello 0,2%. Il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioè dei prodotti acquistati con più frequenza, è del 4,4% annuo. Lo conferma l’ Istat dopo le prime stime diffuse pochi giorni fa. Diversamente dalle rilevazioni dei mesi scorsi, quando a soffiare sui prezzi erano gli aumenti dei carburanti che registrano invece un ridimensionamento a giugno, a spingere sull’ inflazione questa volta sono gli alimentari non lavorati: carne, frutta, verdura, caffè. Si fa sentire, chiara e forte, la protesta degli agricoltori che respingono all’ unisono la responsabilità sugli aumenti. Se al consumo i prezzi degli alimentari e bevande aumentano del 2,7%, osserva la Coldiretti sulla base di dati Ismea, nello stesso mese alla produzione agricola i prezzi si riducono in media dell’ uno per cento: si allarga dunque, conclude l’ associazione, la forbice dei prezzi dal campo alla tavola. Un fenomeno accompagnato, sottolineano ancora i coltivatori diretti, dal crollo delle quotazioni, rispetto ad un anno fa, per l’ olio di oliva (-31%), i cereali (-19%), il latte e derivati (-10%). Considerazioni analoghe le fa anche la Confagricoltura: «Aumentano i prezzi al consumo degli alimenti non lavorati, tra cui i prodotti agricoli freschi (+ 2,6% a giugno 2012 su giugno 2011) ma restano comunque in linea o inferiori all’ indice generale dell’ inflazione del 3,3%». Anche l’ associazione degli imprenditori agricoli fa osservare che le imprese «sono in grandissima difficoltà per gli aumenti dei costi aziendali, per i prezzi all’ origine non remunerativi e per il nuovo carico fiscale». L’ inflazione acquisita per il 2012 sale al 2,8%. A giugno, spiega l’ Istat, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dall’ aumento congiunturale dell’ 1,5% dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, che determina una sensibile accelerazione del loro tasso annuo di crescita (2,6%, dallo 0,8% di maggio). Invece un forte effetto di contenimento si deve alla flessione mensile dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-2,6%), per effetto del ribasso dei prezzi di tutti i carburanti. Il tasso di crescita frena al 16% (dal +17,8% di maggio) mentre il gasolio rallenta al 18,8% su base annua (contro il 19,2 del mese precedente). Benzina e gasolio, però, hanno ripreso a crescere durante la scorsa settimana. Balzi dei prezzi si sono registrati in tutta Europa e quindi si è ridotto il differenziale con l’ Italia. Le compagnie hanno rivisto i prezzi al rialzo e si preparano oggi a ripartire con l’ operazione-sconti nel corso del week end. Operazione che ha suscitato le proteste dei piccoli gestori penalizzati sul margine. Le no logo hanno anticipato già da ieri i ribassi, per battere sul tempo gli sconti che Eni ha confermato con 1,6 euro/litro sulla benzina e 1,5 euro/litro sul gasolio. Tornando all’ inflazione, i maggiori rialzi congiunturali dei prezzi riguardano alimentari e bevande analcoliche e comunicazioni (per entrambe +0,8%); in diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi dei trasporti (-0,3%). Nel confronto tendenziale l’ Istat rileva gli aumenti maggiori per bevande alcoliche e tabacchi (+8,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,6%) e trasporti (+6,4%), l’ abbigliamento e calzature (+3%). A livello territoriale Potenza (+4,8%), Genova (+4,1%) e Trieste (+3,8%) sono le città in cui i prezzi registrano gli aumenti tendenziali più elevati. Per il Codacons «è grave che l’ inflazione scenda in tutta Europa tranne che in Italia. Per una famiglia di 4 persone l’ aumento del 4,4% sul carrello della spesa significa una maggior spesa di 642 euro l’ anno». Secondo l’ Adiconsum, l’ Italia sta rischiando la stagflazione, con una decurtazione del reddito familiare di 760 euro. mentre per Federconsumatori e Adusbef la ricaduta sulle famiglie sarà di 990 euro annui che sommati agli aggravi fiscali fanno un totale di 2.204 euro in più. B.C. RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione, Istat, Prezzi
