13 Luglio 2012

Ecomostro sul Mingardo, processo in corso

Ecomostro sul Mingardo, processo in corso

SALERNO – Un’ area protetta può produrre ecomostri. Un esempio? L’ osservatorio per lo studio delle migrazioni. Il Codacons ricostruisce anche questa vicenda nel suo dossier-Cilento. Dunque. Un finanziamento pubblico e i pareri favorevoli del Comune di Centola, della Regione e dell’ Ente Parco – annota l’ associazione – fanno spuntare sulla cima di una montagna che sovrasta la valle Mingardina un complesso a forma di fungo: dovrebbe servire a osservare i volatili, diventa «una perfetta cattedrale nel deserto, visto che la struttura non verrà mai utilizzata». Un milione di euro buttati via? Sì, ma c’ è anche il «considerevole impatto visivo», visto che l’ opera conta tre piani, una pesante struttura circolare in cemento armato e una piazzola per gli elicotteri. Finiti i lavori, partono le inchieste. Il Codacons il 23 aprile 2009 formalizza una denuncia alla Corte dei conti, poi presenta esposti alla procura di Vallo della Lucania, che dispone il sequestro della struttura. Non è finita. La Soprintendenza esprime parere favorevole per la demolizione, mentre la Regione intima al Comune l’ abbattimento e revoca i suoi finanziamenti, decisione contro la quale il Comune propone ricorso al Tar. A gennaio del 2012 comincia il processo penale. Fra le accuse: il centro è stato realizzato in zona un po’ diversa e risulta più alto rispetto al progetto approvato. Perciò il Comune, che pure ha avallato la costruzione, può risultare fra le parti offese. Invece il ministero e l’ Ente Parco, che avrebbero potuto diventare parti civili nel procedimento, non si presentano affatto all’ udienza di costituzione. A. S. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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