12 Luglio 2012

“L’ intervista di Schettino? Non mi è piaciuta”

“L’ intervista di Schettino? Non mi è piaciuta”

L’ INTERVISTA non gli è piaciuta: «No, infatti» dice il procuratore di Grosseto Francesco Verusio che da mesi indaga sul naufragio della Costa Concordia. Sapeva che il comandante della grande nave da crociera avrebbe parlato dagli schermi di Canale 5. «Sì, ma non capisco come possa sostenere certe cose, quello che mi disturba è che si avventuri in dichiarazioni assolutamente in contrasto con l’ esito delle nostre indagini». Poi il procuratore aggiunge: «Nel nostro ordinamento giuridico l’ imputato non ha l’ obbligo di dire la verità, può dire cosa vuole e mi sembra che lui lo abbia fatto». Il magistrato non vuole entrare nel dettaglio, ma certo non deve aver gradito il passaggio in cui Schettino sostiene che al momento dell’ incidente non era al comando della nave, cosa smentita dalle registrazioni di plancia e dai documenti fin qui acquisiti su quei tragici momenti. Quanto al processo, come era in parte già emerso, l’ udienza dell’ incidente probatorio fissata a Grosseto per il 21 luglio slitterà probabilmente a settembre. «Immagino che subito dopo, tra ottobre e novembre – ha spiegato il procuratore in un’ intervista a Radio Rai – , saremo in grado di chiudere questa inchiesta e quindi chiederemo il processo che spero si farà nei primi mesi dell’ anno venturo». Ma l’ intervista televisiva a Francesco Schettino suscita reazioni indignate in rete: «non fatene un eroe» scrive qualcuno su Facebook e altri condividono. Sulla questione invece del compenso che il comandante potrebbe aver ricevuto in cambio dell’ esclusiva interviene il Codacons: «Le indiscrezioni di queste ore parlano di una cifra compresa tra i 50 e i 57mila euro, ma riteniamo che qualsiasi somma – sostiene il presidente dell’ associazione che si muove a difesa dei consumatori, Carlo Rienzi – anche di entità inferiore percepita da Schettino per le interviste con i mass media, debba essere sequestrata dalla magistratura a scopo cautelativo. E’ una forma di tutela dei parenti delle vittime del naufragio, ai quali devono essere destinati tutti i compensi che la stampa elargirà in questi giorni al comandante». Per questa ragione il Codacons presenterà a breve una istanza alla procura di Grosseto, chiedendo di procedere al sequestro cautelativo dei compensi che reti televisive, settimanali, quotidiani, radio e altre testate nazionali e internazionali dovessero eventualmente elargire a Francesco Schettino per interviste, esclusive e altri servizi giornalistici. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura montanari
 
 

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