«I saldi sui medicinali? Non sono beni di consumo E ci sono già i generici»
«Un’ idea non condivisibile, che mostra una scorretta considerazione dei farmaci». Così Marco Bacchini definisce la proposta del Codacons che ha lanciato la campagna «Saldi in farmacia», un invito alle farmacie a partecipare al sistema di svendite, applicandole ai farmaci di uso più comune: chi volesse partecipare può inviare all’ associazione dei consumatori l’ elenco dei farmaci ribassati e le percentuali di sconto applicate. «Se parliamo dei farmaci che richiedono la ricetta, questi sono a carico del sistema sanitario nazionale, per cui il discorso saldi non ha alcun significato», prosegue Bacchini. «Per gli altri c’ è già un prezzo libero: il farmacista sceglie tra un minimo e un massimo stabilendo il prezzo in base alla sua realtà (le spese, le entrate, insomma in cosiderazione dell’ intera sua attività) e comunque per far risparmiare il paziente consiglia il farmaco generico corrispondente. Ad esempio l’ aspirina costa 4,15 euro, il generico 2,60, dunque quasi la metà. Infine il faramacista deve consigliare il paziente di acquistare il farmaco solo se è davvero necessario, non stimolare all’ acquisto: ricordiamoci che il farmaco non è un bene di consumo, come un vestito o un paio di scarpe, ma una necessità di cura. L’ uso deve essere ragionato, e certo non è bene fare scorte, visto che i farmaci sono soggetti a scadenza».A.G.
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