Saldi con l freno tirato
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fonte:
- La Nazione
di LAURA PROVITINA PARTENZA in sordina per i saldi estivi 2012. La crisi economica non va infatti in vacanza e rimane l’ indiscussa protagonista della stagione, modificando le abitudini e i consumi dei cittadini. Addio quindi alle corse allo shopping sfrenato, alle code chilometriche all’ ingresso dei negozi: gli spezzini sono molto cauti e prima di mettere mano al portafogli contano… fino a 10. «I saldi ? spiega Gianfranco Bianchi, presidente di Confcommercio ? sono partiti come da aspettativa: il clima è quello che si respira a livello nazionale. Nessuna frenesia per l’ acquisto dei capi a prezzo scontato sebbene la merce non manchi, visto il calo delle vendite dei mesi precedenti: la merce c’ è ma nessuno se la strappa di mano. Ormai la corsa al consumismo è da dimenticare». INSOMMA, la crisi si fa sentire anche nei saldi che, secondo il presidente di Confesercenti Roberto Ferrarini, «dovrebbero rappresentare un’ occasione per chi compra ma anche un’ opportunità per i commercianti per rimpinguare le casse con un’ iniezione di liquidità». E invece, a quanto sembra, la scure delle tasse e dell’ aumento del carovita ha ritoccato al ribasso il potere d’ acquisto delle famiglie, anche spezzine: «La situazione non è entusiasmante ? continua Ferrarini ?, non c’ è la solita ressa per entrare nei neggozi, anche quelli dei centri commerciali, E ormai penso che questa tendenza sia andata a finire nel dimenticatorio». Un andamento, quello all’ insegna della cautela e del risparmio, che abbiamo notato nel centro storico cittadino dove nelle ore meno calde della giornata via del Prione e Corso Cavour sono sì affollate di persone, anche di turisti, che però si limitano a entrare nei negozi per la classica «sbirciatina», uscendo poi a mani vuote. «Possiamo tranquillamente parlare di saldi apparenti ? commenta lo spezzino Mario Mistretta ? perché al momento i capi sono sì scontati, ma solo del 10 per cento o poco più. E se le occasioni non mancano, il rischio è di trovare articoli di magazzino, seppur validi e attuali. Il vero problema è che i soldi sono finiti, abbiamo troppe tasse da pagare e lo shopping è diventato un lusso». Nel nostro tour cittadino abbiamo incontrato il cliente-tipo dei saldi, Ivan Almici, che invece di tuffarsi nelle migliori offerte di fine stagione, attende questo periodo dell’ anno per acquisti davvero singolari: «D’ estate compro gli sci. Sono un’ occasione, li trovo scontati del 70 per cento. Ma già che ci sono approfitto anche di prodotti, che trovo a prezzi convenienti e adeguati». Tra i commercianti, c’ è poi chi si lamenta e chi invece cerca uno spiraglio di ottimismo in un settore che risente della congiuntura economica nazionale. «NEI PRIMI giorni di saldi ? commenta Guido Melley, titolare dell’ omonimo negozio di calzature ? l’ andamento sembra essere buono, almeno per quanto ho potuto notare all’ interno della mia attività. Occorre però attendere la fine del mese per trarre le dovute conclusioni, certo è che l’ economia è ferma». E se l’ affluenza nei negozi è minima in termini di acquisti ? Codacons ha stimato che solo il 45 per cento degli italiani approfitterà dei saldi estivi ?, c’ è chi come Paola Macellaio corre ai ripari: «Venerdì e sabato sono rimasta aperta fino a mezzanotte, e non me ne sono affatto pentita. Peccato però che non tutti gli operatori commerciali abbiano fatto stesso. Si parla tanto di rendere la città ospitale ma poi tanti colleghi dicono no all’ apertura notturna».
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