Il potere d’ acquisto cala ai livelli di dodici anni fa
ROMA Le famiglie si scoprono sempre più povere, il loro potere d’ acquisto scende ancora cadendo al livello più basso da 12 anni. Infatti, mentre i redditi diminuiscono, o crescono poco, l’ inflazione tiene la testa alta, mangiandosi buona parte della capacità di spesa. Ecco, allora, che per tenersi a galla gli italiani mettono a freno i consumi e mantengono sostanzialmente fermo il risparmio. È questa la fotografia scattata dall’ Istat sui bilanci delle famiglie nei primi tre mesi del 2012. A preoccupare di più è il potere d’ acquisto, ovvero il reddito reale, che già a inizio anno, dopo un 2011 negativo, è calato dell’ 1% sul trimestre precedente e del 2% rispetto a un anno prima. Ribassi netti che portano anche a un’ ulteriore erosione della capacità d’ acquisto espressa in euro, scivolata a 230,8 miliardi. Tanto che per trovare un livello inferiore bisogna tornare indietro al terzo trimestre del 2000. D’ altra parte il reddito disponibile in valori correnti, al lordo dell’ inflazione, è addirittura diminuito a confronto con ottobre-dicembre. E anche se le entrate delle famiglie restano positive rispetto allo scorso anno (+0,9%) la loro crescita rimane lontana dalla corsa dei prezzi (+3,3% circa). Gli italiani quindi stringono i cordoni della borsa: a inizio 2012 la spesa per consumi diminuisce a confronto con la fine dell’ anno scorso e la propensione al risparmio resta ferma al 9,2%. Vista la situazione le famiglie italiane, tradizionalmente ritenute ‘formichè, più di fermare l’ emorragia degli accantonamenti non potevano fare. Anzi, rispetto ai minimi del 2011 l’ Istat registra anche una lieve ripresa (+0,4 punti). Invece vanno sempre scendendo gli investimenti delle famiglie, ovvero gli acquisti di abitazioni (-4,6% su base annua). L’ apertura del 2012 è negativa anche per le imprese, la quota di profitto registrata per le società non finanziarie nei primi tre mesi (38,8%) tocca il livello più basso dall’ inizio delle serie storiche, cioè dal 1999. Il quadro fatto dall’ Istat mette in allarme le associazioni dei consumatori: Federconsumatori e Adusbef stimano per il periodo che va dal 2008 ad oggi una perdita del potere d’ acquisto dell’ 11,8% e il Codacons fa notare come l’ ultimo ribasso sia di quattro volte superiore al calo segnato lo scorso anno.
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