7 Luglio 2012

Restauro del Colosseo Della Valle querela il Codacons

Restauro del Colosseo Della Valle querela il Codacons

Ha il sapore di una storia infinita la querelle Codacons-Diego Della Valle sulla (contestata) sponsorizzazione del restauro del Colosseo. L’ ultima puntata è quella di ieri: il gruppo Della Valle ha annunciato una richiesta di risarcimento per i danni d’ immagine provocati dalle iniziative intraprese dal Codacons, ovvero il ricorso al Tar promosso dall’ associazione di consumatori. Ricorso respinto dal tribunale amministrativo regionale perché dichiarato inammissibile quattro giorni fa. È stata la stessa l’ associazione guidata da Carlo Rienzi a rendere noto di aver ricevuto la lettera da parte di uno studio legale, nella quale a nome di Tod’ s si annuncia richiesta di risarcimento. E nella stessa lettera – continua il Codacons – si precisa che «Tod’ s ha ritenuto opportuno non costituirsi in giudizio per non influenzare in alcun modo l’ autorità giudicante», nonostante le iniziative intraprese, «abbiamo creato danno all’ immagine di Tod’ s, società quotata in borsa». E poi si aggiunge che «il dottor Della Valle non ha vinto alcuna battaglia (per il semplice fatto che ha scelto di non parteciparvi) e che in nessun modo il contratto di sponsorizzazione può essere interpretato come cessione del monumento. Al contrario si tratta di uno strumento a cui Tod’ s ha aderito con orgoglio per contribuire al restauro di un monumento che rappresenta l’ immagine dell’ Italia nel mondo». E la risposta del Codacons non si è fatta certo attendere, «è una lettera poco opportuna, per di più in pendenza dei termini per impugnare». E precisa lo stesso Rienzi: «La mancata costituzione in giudizio è stata una libera scelta. Ritengo che difendere le proprie posizioni ed i propri diritti sia un dovere preciso e che questo non possa in alcun modo costituire influenza sui giudici. Così come non credo che annunciare azioni risarcitorie possa influenzare il Codacons a decidere di appellare o meno una sentenza evidentemente errata». E l’ associazione di consumatori è così convinta che esistano «evidenti anomalie» nel contratto di sponsorizzazione che ha inviato una lettera al sindaco Gianni Alemanno e al ministro Lorenzo Ornaghi, in cui tra l’ altro precisa: «come necessario oltre che opportuno apportare fondamentali modifiche all’ accordo così come formalizzato nella sponsorizzazione impugnata, per sgomberare ogni dubbio sulla bontà dell’ operato della pubblica amministrazione». Maria Rosaria Spadaccino RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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