>>>ANSA/ SALDI: AVVIO CON SCURE CRISI, POCHE CODE DAVANTI NEGOZI
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 7 LUG – La crisi mette ko anche i saldi estivi. Complice la giornata di sole e la voglia di fuga dalla città, l’avvio delle svendite è stato in sordina. Non ci sono state le classiche file chilometriche davanti ai negozi delle vie dello shopping né a Roma né a Milano, salvo davanti a quelli d’alta moda. L’avvio della stagione degli sconti è stato sotto tono anche in altre grandi città. Contro corrente Torino, dove l’Ascom ha riscontrato “una partenza vivace”. Più ‘movimento’ c’é stato nei centri commerciali e negli outlet. La presidente di Federstrade-Confesercenti e vicepresidente di Confesercenti di Roma e Lazio, Mina Giannandrea prevede i saldi che saranno “un clamoroso flop” dopo che “da un sondaggio che abbiamo effettuato nei negozi di 30 strade commerciali della Capitale, a fine mattinata – spiega – già nelle prime ore risulta evidente un calo delle vendite del 20-30% rispetto ad un anno fa. La spesa procapite, per le prossime sei settimane, non supererà gli 80 euro”. Per il Codacons, le riduzioni nelle vendite rispetto agli sconti estivi del 2011 si aggirano attorno al 15% con picchi del 25% specie nei piccoli negozi, mentre cali più contenuti tra il 5 e l’8% si stanno registrando presso centri commerciali e outlet. Gli unici negozi che segnano acquisti in linea con lo scorso anno, aggiunge il Codacons, sono le boutique delle grandi firme, soprattutto grazie ai turisti stranieri. Per invogliare all’acquisto, il Codacons propone il “sabato d’oro” dei saldi, ossia sconti aggiuntivi del 20% a quelli già praticati, nelle giornate di sabato dalla prossima settimana sino a fine agosto. Ma i commercianti sperano piuttosto nei giorni feriali, quando la gente è ancora in città per lavoro. Adusbef e Federconsumatori ritengono che dopo l’ andamento disastroso registrato lo scorso anno (-9,5% di vendite), quest’anno si prevede un ulteriore contenimento per i saldi, stimabile attorno all’8%. Le due associazioni affermano che “sarà appena una famiglia su tre ad acquistare a saldo (pari a circa 8.100 famiglie), per una spesa media di circa 127 euro e un giro di affari pari ad 1 miliardo e 16 milioni. Per la Coldiretti, con la crisi più di un italiano su due, il 51%, ha ridotto, rinunciato o rimandato l’acquisto dell’ abbigliamento che si classifica tra i beni più colpiti dall’andamento economico sfavorevole. Calo fino al 20% a Bologna, parecchia gente a spasso a Napoli per le vie del centro ma pochi gli acquisti, negozi ‘semivuoti’ a Palermo dove i commercianti già stimano un calo del 30%. A Torino, invece, si è tornati “a vedere le persone dentro i negozi – spiega la presidente dell’Ascom, Maria Luisa Coppa – Questo non significa che tutti abbiano fatto acquisti, ma almeno c’é interesse e voglia di combinare buoni affari”.(ANSA).
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