SALDI SENZA SOLDI
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fonte:
- Il Giornale
Partono i saldi in tutto il Paese. Ma com’ era prevedibile sono saldi senza soldi: le tasche degli italiani, infatti, sono più sguarnite che mai (vuoi per la crisi, vuoi per le troppe tasse) e per questo diminuiscono i consumi. Secondo le stime di Confcommercio ogni famiglia spenderà in media 248 euro per abbigliamento e accessori – circa 100 euro a testa – per un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro, pari al 12% del fatturato annuo del settore. La crisi, comunque, si fa sentire: si stima un calo del 9%, passando da uno scontrino medio di 114 euro a persona del 2011 ad una spesa media di 103 euro nei saldi estivi 2012. Dopo il dato negativo del 2011 (-9,5%) Federconsumatori e Adusfeb prevedono un ulteriore contenimento delle vendite nei saldi, stimabile attorno al -7%-8%. Solo una famiglia su 3 acquisterà a saldo, con una spesa media di 127 euro per un giro d’ affari di 1,16 miliardi. Il Codacons prevede un vero e proprio flop: “Si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città”. La spesa procapite nel periodo di sconti – calcola l’ associazione dei consumatori – non supererà gli 80 euro. “Il dato è particolarmente negativo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%. Ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto l’ effetto Imu, le tasse e i balzelli introdotti dal governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico nel nostro paese”. Più ottimista Roberto Manzoni, presidente della Fismo-Confesercenti: “È una grande occasione per tutti – sottolinea – per i consumatori che troveranno prodotti di qualità con sconti superiori agli anni passati, fino ad andare oltre il 50%, ed un maggiore assortimento, e per le imprese dopo il pesante calo di mercato, attorno al 20%, che si è aggiunto all’ aggravio dei costi e delle mazzate fiscali a cominciare dall’ Imu”. Un italiano su due taglia sull’ abbigliamento Con la crisi il 51% degli italiani ha ridotto, rinunciato o rimandato l’ acquisto dell’ abbigliamento: emerge da una indagine Coldiretti/Swg divulgata in occasione dell’ inizio dei saldi estivi. Sul lato opposto della classifica – sottolinea la Coldiretti – si posizionano i generi alimentari di cui tuttavia il 16% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti ma soprattutto le spese per i figli tagliate solo dal 9% degli italiani. Altre rinunce importanti – precisa la Coldiretti – per il 50% degli italiani riguardano le vacanze, per il 47% il tempo libero, per il 34% gli acquisti tecnologici e il 30% auto e moto, mentre un italiano su tre (33%) ha ridotto le attività culturali. Cala il gettito dell’ Iva C’ è un dato che evidenzia la crisi dei consumia: tra gennaio e maggio, spiega il ministero dell’ Economia, si è registrata una diminuzione del gettito dell’ Iva pari all’ 1,1%, con una perdita secca di 467 milioni di euro. È l’ effetto congiunto, spiega via XX Settembre, “dell’ aumento della componente Iva del prelievo sulle importazioni (+4,1%) e della flessione della componente relativa agli scambi interni (-2,1%) che risente della stagnazione della domanda interna in particolare nel comparto dei beni di consumo durevoli compensata solo parzialmente dagli effetti legati all’ incremento di un punto percentuale dell’ aliquota Iva”. E se le aliquote dovessero aumentare ancora? Fin troppo facile ipotizzare un ulteriore taglio dei consumi e l’ ulteriore avvitamento della crisi. Tag: saldi, consumi famiglie, confcommercio In calo gli acquisti degli italiani ai saldi Ingrandisci immagine.
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