8 Luglio 2012

Saldi, partenza al rallentatore Pochi clienti, incassi giù «Ci salveranno gli stranieri»

Saldi, partenza al rallentatore Pochi clienti, incassi giù «Ci salveranno gli stranieri»

di LUCA SALVI ? MILANO ? SALDI, FALSA PARTENZA . Vendite in calo del 4% rispetto al primo giorno del 2011, con uno scontrino medio attorno ai 140 euro (-14 rispetto alle previsioni). Eppure Fedemoda guarda il bicchiere mezzo pieno: «Un risultato che appare meno negativo di quanto stimato (-9%, ndr ) ? il commento del presidente Renato Borghi ?. Meglio il centro, le griffe e le vie commerciali con un maggior movimento nella seconda metà della giornata». Si sono salvati negozi d’ abbigliamento e di calzature, giù le pelletterie. «Forse dovremo metterci a studiare russo e giapponese». La butta sul ridere la commessa di Zara, invasa da un melting pot di acquirenti attenti al cartellino. Sono gli stranieri a salvare il mercato: filippini, cinesi, russi, ucraini si mescolano ai milanesi da Original Marine, in corso Buenos Aires, fin dal primo mattino. «Direi che sono loro a salvarci ? assicura Franco Piazza, il gestore dello store ? perché i clienti italiani non ci sono più». Soddisfatta Marilena Melzi: «Ho atteso i saldi per comprare abbigliamento estivo per i miei nipotini, ma anche per me». Il negozio di scarpe ginniche AW Lab3, inaugurato a fine maggio, ha già il polso della situazione: «Il presaldo non ha funzionato ? spiega lo store manager Raffaello Schiavo ? oggi va meglio, soprattutto di pomeriggio». Due fermate di metrò rossa e da San Babila parte una nuova fiumana. Da Alcott, il buttafuori deve arginare il traffico in entrata. Due ragazze giapponesi studiano sul palmare una piantina personalizzata dei negozi. In piazza Duomo, Valeria Paticchia reclama «saldi tutto l’ anno», mentre Giuseppe La Rosa ha riscontrato «molta confusione nei negozi: data la crisi, la gente non aspetta altro che i saldi». Marina Corrado stigmatizza la furberia dei commercianti: «Mettono fuori le cose più vecchie». Il Codacons intanto lancia l’ allarme: «Somando l’ afflusso del 9 giugno e quello di oggi, nella città di Milano si registra rispetto alla sola prima giornata di saldi estivi dello scorso anno un afflusso di clienti inferiore del 20% e una riduzione delle vendite del 15%». L’ associazione teme un calo finale del 10% per le vendite, con una spesa a famiglia inferiore ai 200 euro, contro i 220 dello scorso anno.

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