Code solo nel Quadrilatero i saldi partono al rallentatore
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fonte:
- la Repubblica
PARTONO bene i saldi nel Quadrilatero, dove i negozi hanno rinunciato a fare sconti già da un mese, come consentito dalla Regione. Cominciano male nelle vie meno centrali dove l’ 80 per cento dei commercianti hanno fatto nelle scorse settimane «offerte», «svendite» e «ribassi», in media del 25 per cento. È l’ indicazione che arriva dalla prima giornata di saldi, che ieri ha riempito le strade del centro ma non le altre arterie commerciali. La media stimata da Unione del Commercio – 4 per cento di incassi in meno rispetto al via dei saldi 2011 – non rende conto di una città che vende a due velocità. «Il risultato è meno negativo del previsto», dice Renato Borghi, presidente di Federmodamilano. Code già alle 8 davanti a Gucci e Hogan in Montenapoleone. Ressa da mezzogiorno da H&M e da Zara in corso Vittorio Emanuele. Alla cassa dicono: «Rispetto al 2011 i clienti sono di più». Guglielmo Miani, presidente dell’ associazione delle boutique di via Montenapoleone, spiega: «L’ avvio è andato bene, in linea con i primi mesi dell’ anno. Fra gennaio e aprile, rispetto allo stesso periodo del 2011, abbiamo incassato il 30 per cento in più». Merito dei compratori cinesi, arabi, russi. «Gli italiani spendono sempre meno», precisa Miani. Federmoda prevede un incasso in città di 450 milioni nel periodo dei saldi estivi e fornisce i dati su ieri: scontrino medio di 140 euro, sconto intorno al 40 per cento. La stima del Codacons è più drastica: calo dei clienti del 20 per cento, spesa media di 200 euro per famiglia e solo il 40 per cento dei milanesi interessato ai saldi. Fuori dal centro si soffre. Roberto Balsamo, responsabile del negozio di scarpe Vergelio, membro dell’ associazione Buenos Aires Futura (155 tesserati), parla di «partenza al rallentatore per colpa della Regione, che ha consentito i prezzi bassi dal 9 giugno. Il commercio ne è stato svilito, il calo di affari è del 25 per cento rispetto al 2011». In corso Vercelli va anche peggio. Nella vetrina del negozio di abbigliamento Nadine campeggiano scritte «-70%» eppure il passaggio non c’ è. Il disastro è in via Lorenteggio, deserta. Gaetano Bianchi, presidente dell’ associazione di via, parla di «vendite dimezzate rispetto al 2011, con alcuni che hanno perso il 70 per cento. Gli sconti anticipati sono stati un regalo alla grande distribuzione». Miani fa una proposta: «Se si vogliono fare, si ponga un tetto massimo di ribasso e lo si limiti a una parte degli stock, oppure è il Far West». Da un mese, grazie a «sconti pazzi» del 20 per cento, il grande magazzino cinese Aumai in corso Plebisciti vende scarpe a 7 euro. Ed è pieno. «Questi sono i prezzi che una pensionata come me si può permettere», dice Ada, 74 anni, uscendo con un cesto pieno di abiti e 43 euro stampati sullo scontrino. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
franco vanni
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