Al via i saldi estivi Ma la crisi vince qualunque sconto
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- Avvenire
DA MILANO GIUSEPPE MATARAZZO C’ erano una volta i saldi. Attesi e desiderati come un irrinunciabile rito collettivo. Tutti si mettevano in coda per cogliere l’ occasione del momento. Giornate da dedicare allo shopping per comprare, ma anche distrarsi e divertirsi. In famiglia o con gli amici. Una volta, appunto. Il rito dei saldi al tempo della crisi non c’ è più. Tasche vuote, fiducia ai minimi, complice anche il bel tempo e la voglia di mare, le riduzioni nelle vendite nel primo giorno di saldi rispetto agli sconti estivi del 2011, secondo il Codacons, si aggirano attorno al 15% con picchi del 25% specie nei piccoli negozi, mentre cali più contenuti e compresi tra il 5 e l’ 8% si sono registrati presso centri commerciali e outlet. Gli unici negozi che segnano acquisti in linea con lo scorso anno sono le boutique d’ alta moda. Ma grazie ai turisti stranieri. Come accaduto a Milano, nel quadrilatero della moda, dove in coda davanti alle vetrine delle griffe del lusso c’ erano solo arabi e orientali. In corso Vittorio Emanuele la caccia allo sconto era già più movimentata anche se nei negozi il flusso di clienti non era eccezionale. Lo stesso vale per gli store delle grandi catene internazionali che sono da sempre i più gettonati. Neanche il 50% di saldo iniziale in tantissime vetrine, una volta impensabile, ha rilanciato gli acquisti. Probabilmente in molti avranno approfittato già di pre-saldi che tanti commercianti e catene hanno avviato da qualche giorno, ma la battuta d’ arresto è evidente: i saldi non riescono a far impennare i consumi. È il segno dei tempi. Di una crisi che sembra al momento inarrestabile per le famiglie che – lo ha ribadito l’ Istat proprio l’ altro ieri – vedono il loro potere d’ acquisto ridursi ancora, di un altro 2% nell’ anno. Con la crisi, più di un italiano su due, il 51%, ha ridotto, rinunciato o rimandato l’ acquisto dell’ abbigliamento che si classifica tra i beni più colpiti dall’ andamento economico sfavorevole, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Altre rinunce importanti per il 50% degli italiani riguardano le vacanze, per il 47% il tempo libero, per il 34% gli acquisti tecnologici e il 30% auto e moto, mentre un italiano su tre ha limitato anche le attività culturali. La crisi ha cambiato le priorità degli italiani che hanno tagliato soprattutto il «superfluo » ma sono stati costretti a risparmiare anche su beni essenziali a partire dall’ alimentazione. Sul cibo si assiste in realtà – conclude la Coldiretti – a una polarizzazione nei consumi tra discount low cost e scelte di qualità. Tagli a prova di… saldi. «Dopo una «partenza in sordina», le previsioni complessive di Adusbef e Federconsumatori indicano un arretramento attorno all’ 8%: secondo le associazioni dei consumatori, sarà appena una famiglia su tre ad acquistare a saldo, per una spesa media di circa 127 euro e un giro di affari di 1 miliardo e 16 milioni di euro. «Inutile sottolineare, ancora una volta, le gravi ripercussioni che questo andamento avrà sul benessere delle famiglie e naturalmente anche sull’ intera economia ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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