8 Luglio 2012

Saldi, tra caldo e crisi partenza flop

Saldi, tra caldo e crisi partenza flop

ROMA Fatti i conti, con i portafogli semivuoti e soffocati dal caldo africano, gli italiani hanno disertato i saldi, si sono diretti verso il mare o hanno preferito affondare nel divano davanti al ventilatore e a un vecchio film. Per le associazioni di consumatori e per le organizzazioni di categoria la partenza flop delle svendite rischia di annunciare il crollo dei consumi di fine stagione, con percentuali che raggiungono picchi del -30%, previsto in alcune città dal Codacons, o il più contenuto, ma sempre allarmante, -8% ipotizzato da Adusbef e Fedeconsumatori dopo il -9,5% dello scorso anno. Secondo le due associazioni, solo una famiglia su tre acquisterà a saldo, e lo farà spendendo una cifra contenuta, meno di 130 euro, per un giro d’ affari stimato di poco più di un miliardo di euro. Lo dice anche una indagine commissionata dalla Coldiretti alla Swg: con la crisi, il 51% degli italiani ha ridotto, rinviato o rinunciato ad acquistare abbigliamento, principale oggetto dei desideri in tempi di ribassi. Per confermare studi e analisi è bastato ieri dare una rapida occhiata alle vie dello shopping nelle principali città italiane, da Palermo, a Roma, a Milano: poca gente, negozi frequentati, ma non affollati, pochi acquisti. Un vestito o una camicia, un paio di scarpe, una cintura o un foulard, il massimo possibile col budget risicato rimasto dopo avere pagato mutuo, affitto, tasse, bollette e carburanti. Ammesso che qualcosa sia rimasto. «Inutile sottolineare le gravi ripercussioni sull’ intera economia – sottolineano Adusbef e Federconsumatori – è sempre più urgente un rilancio del potere d’ acquisto, necessario per rimettere in moto il sistema economico e produttivo». Per il Codacons, che stima una flessione compresa tra il 15 e il 25% e una spesa pro-capite di appena 80 euro, «a influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto l'”effetto Imu”, le tasse e i balzelli introdotti dal governo, la crisi e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico del Paese». Conterranno le perdite, secondo l’ associazione, centri commerciali e outlet, con cali fra l’ 8 e il 5%, mentre gli unici negozi a non soffrire il mal di crisi saranno le boutique d’ alta moda, ma «solo grazie ai turisti stranieri» sottolinea il presidente Carlo Rienzi. Pessimista anche Roberto Polidori, presidente di Confcommercio Roma-Federmoda, che parla di un calo del 20% degli acquisti al debutto nella capitale, complice anche il gran caldo: «Ancora più grave la situazione in periferia, con punte del 40%. Ma ci auguriamo – auspica – che la situazione possa migliorare nei prossimi giorni». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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