8 Luglio 2012

Saldi, partenza senza il botto Tiene il centro, flop in periferia «Comprano solo i turisti»

Saldi, partenza senza il botto Tiene il centro, flop in periferia «Comprano solo i turisti»

I russi, i cinesi (da non confondere con i giapponesi, che paiono spariti). I brasiliani e gli arabi, che passano da Milano per il guardaroba e poi si dirigono in Costa Azzurra. Se la giornata tiene, se il primo giorno di saldi non finisce in tragedia è grazie a loro, agli stranieri. Solo nel Quadrilatero, però. Appena fuori dal centro il segno negativo è una costante. E a fine serata il commento di Confcommercio arriva puntuale: «Meno 4 per cento rispetto alla prima giornata dei saldi estivi 2011. Un risultato – rileva Renato Borghi, presidente di Federmoda – che appare meno negativo di quanto stimato, con uno scontrino medio di 140 euro e una percentuale di sconto del 40 per cento (le previsioni complessive di spesa per i saldi indicano un -9 per cento). Meglio abbigliamento e calzature della pelletteria. In un momento come questo non ci si poteva aspettare di più». Comincia in sordina la prima giornata di saldi dopo un mese di promozioni autorizzate «e anche per questo – commentano i negozianti – non c’ è stato il boom». Nel Quadrilatero la coda da Gucci resiste, ma con lunghezze ridotte. C’ è folla da Hogan, da Chanel, nelle boutique del lusso. «Gli italiani sono spariti – spiega Andrea Fabri, manager di Etro – e i russi chiedono lo sconto dello sconto. Alla fine comprano solo i cinesi». Detto, fatto. Cinque uomini di Chengdu passeggiano carichi di pacchetti. Guglielmo Miani, a capo dell’ associazione di via Monte Napoleone, precisa: «Giornata positiva. Ha pagato il non aver fatto promozioni prima del tempo». Il centro. Pienone in corso Vittorio Emanuele, Zara, H&M («ma va a momenti», dice un commesso). Alla Rinascente nel pomeriggio le casse sembrano non bastare: «Buoni risultati che non possono essere confrontati con lo scorso anno. Siamo comunque in positivo guardando l’ intero periodo», dice il direttore Sonia Burgazzi. Da Vergelio «si registra un calo – racconta il direttore Alberto Rosso – che però si spiega con le promozioni delle ultime settimane». Luigi Ferrario, anima delle «vie dello Shopping», conferma: «Buon afflusso nella mattina, peggio dopo. Siamo sotto del 15 per cento. E le promozioni non hanno aiutato. Notte bianca? Non siamo stati coinvolti». Nelle arterie commerciali le cose non sembrano andare benissimo. Gabriel Meghnagi di Ascobaires aggiunge: «Se il confronto è con il 2011, non siamo andati benissimo. Ma paghiamo il fatto di aver fatto partire i saldi il 7 luglio e non il 2 e il mese di promozioni che comunque ci ha consentito di chiudere giugno in attivo». Ancora: «L’ anno scorso qui non ci si muoveva», si guarda intorno Giada Laudando, responsabile store Promod. Da Pimkie e Alcott si arriva a sconti del 70 per cento, ma l’ attesa è per la Notte bianca di mercoledì, negozi aperti fino a mezzanotte in corso Buenos Aires e in zona De Angeli. Ancora. Da Gemelli, in corso Vercelli, il primo giorno va «discretamente». Poco vicino le scarpe di Luca mettono in coda centinaia di persone. In via Solferino «pochi clienti ma predisposti all’ acquisto». E in periferia la crisi è profonda: «Stiamo soffrendo. Qualcuno ha fatto anche un terzo dei ricavi del 2011», dice Gaetano Bianchi di Ascolorenteggio. Bilancio del Codacons: «Dopo la partenza flop dei pre-saldi, la débâcle prosegue. A Milano si registra un calo di clienti del 20 per cento e una riduzione delle vendite del 15». Stima totale: «Calo delle vendite del 10 per cento, con una spesa a famiglia che non supererà i 200 euro, contro i 220 del 2011». Se lo aspettava, l’ assessore al Commercio, Franco D’ Alfonso. E per questo dice: «Per uscire dalla crisi bisogna innovare, trovare nuove formule di vendita. Ma sono convinto della capacità di innovazione dei commercianti». Alessandra Dal Monte Annachiara Sacchi RIPRODUZIONE RISERVATA.

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