Spennati dall’ Imu e i consumi crollano
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fonte:
- Il Giornale
Il mezzo «flop» dell’ apertura della stagione estiva dei saldi ha una causa ben precisa: le tasse. Ieri sia a Milano sia a Roma non si sono viste le solite code fuori dai negozi delle grandi griffe. Le associazioni dei commercianti e dei consumatori si sono sbilanciate in fosche previsioni con flessioni delle vendite stimate attorno al 20% rispetto all’ anno scorso. Ma tutto questo pessimismo non è ingiustificato. Proprio mentre partiva la fiera dei ribassi, a Roma a via XX Settembre nella sede del ministero dell’ Economia il sottosegretario Vieri Ceriani magnificava i risultati degli incassi dell’ Imu. La nuova imposta sugli immobili ha fatto il pieno: i versamenti registrati con l’ acconto di giugno ammontano a oltre 9,5 miliardi. In regola circa 23,8 milioni di contribuenti su una platea di 25,5 milioni con un importo medio dei versamenti di circa 400 euro. Per fine anno, ad aliquote costanti, l’ incasso sarà di 20 miliardi. L’ unica notizia positiva l’ ha data lo stesso Ceriani: «Non c’ è alcuna necessità di ritoccare le aliquote». Magra consolazione visto che i cittadini ormai hanno iniziato a disertare anche i saldi giacché l’ aumento della pressione fiscale impone cautela negli acquisti. Eppure dai dati delle Finanze comincia a emergere chiaramente quel trend recessivo che non lascia presagire niente di buono anche sul versante dei conti pubblici. È vero, le entrate tributarie dei primi cinque mesi del 2012 sono aumentate del 2,5% annuo a 149,5 miliardi (+3,7 miliardi sull’ anno scorso), ma l’ Iva ha registrato un sinistro cedimento (-1,1%) nonostante l’ aumento di un punto dell’ aliquota. Mancano all’ appello solo 467 milioni di euro su un totale di circa 42 miliardi ma il calo del gettito sugli scambi interni (-2,1%) fa comprendere come il periodo delle vacche magre sia già iniziato. A questo si può aggiungere come l’ incremento delle imposte dirette sia da imputare al ritocco delle aliquote sulle rendite finanziarie (+835 milioni), mentre le ritenute sui lavoratori autonomi hanno mostrato un decremento del 3,3 per cento facendo scivolare verso il basso anche il gettito Irpef (-0,6%). Ecco, l’ Italia della «tecnico-politica» si può osservare bene con la lente del ministero dell’ Economia. Gli incassi da attività di accertamento e controllo (cioè derivanti dal giro di vite sui potenziali e reali evasori) sono cresciute dell’ 8,9%, ma un tradizionale «serbatoio» di risorse per l’ erario come giochi e lotterie ha mostrato la corda (-4,2%). È chiaro che, se queste sono le condizioni iniziali, la giornata di apertura dei saldi non poteva essere un successo. A Roma la Confesercenti ha stimato un calo delle vendite tra il 20 e il 30%. A Milano il Codacons ha previsto una flessione prossima al 15 per cento. Più prudente Confcommercio: l’ acquisto di abbigliamento ed accessori durante i saldi estivi dovrebbe segnare una contrazione del 9% annuo passando dai 114 euro medi del 2011 a 103 euro. Sono previsioni, per altro effettuate nel primo giorno degli acquisti che coincide con un weekend climaticamente torrido che non invoglia certo alla corsa allo sconto. Ma il combinato disposto dell’ abbuffata di tasse che i professori hanno imposto agli italiani e della recrudescenza della crisi (con conseguente aumento della disoccupazione) hanno già iniziato a manifestarsi da tempo. L’ Istat, per esempio, ha messo in evidenza che ad aprile le vendite di abbigliamento e calzature avevano registrato un decremento del 9% rispetto allo stesso mese dell’ anno scorso. I saldi, perciò, potrebbero rappresentare una prosecuzione del trend negativo del commercio al dettaglio. Un’ Imu in più, un abito e un paio di scarpe in meno, negozi e fabbriche che chiudono: la spirale della crisi è anche questa. E ora lo sappiamo. Tag: Imu, stangata, iva, consumi, tasse Ingrandisci immagine.
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