Il solleone frena i saldi I negozi del centro «salvati» dai turisti
Il solleone non giova ai saldi. La domenica di piena estate di ieri ha segnato un punto a sfavore per le svendite che in città sono partite sabato, già all’ insegna di qualche incertezza o, per meglio dire, con risultati differenti quando non contrastanti a seconda delle tipologie dei negozi: vale a dire con buon esito nei negozi delle grandi firme, molto più in sordina per i negozi più tradizionali. Certo il secondo giorno di liquidazioni è coinciso con una domenica che invogliava molto più ad una gita al lago o in Lessinia che a fare tappa tra via Mazzini e via Cappello per approfittare degli sconti: i patiti dello shopping non sono comunque mancati, ma la «corsa ai saldi» è ben altra cosa. Che non sarebbe stata una giornata molto positiva per le vendite si è capito fin dal mattino, che pure è rimasto il momento più «affollato» nei negozi, ben più del pomeriggio. Ma, prima ancora di arrivare in centro, ieri, attraversando i quartieri immediatamente circostanti alla città storica, si vedevano chiaramente i «segni» dell’ estate: famiglie che caricavano in macchina le borse per la piscina o per il pic-nic, poca gente in giro a piedi, parecchi bar chiusi: preludio ad un pomeriggio in cui, fuori dal centro, le vie apparivano praticamente deserte. «Situazione molto quieta: questa mattina sì, un po’ di movimento c’ è stato, ma comunque limitato, mentre nel pomeriggio abbiamo visto poca gente nei negozi», spiegava ieri, a conclusione della giornata, Graziella Basevi, responsabile regionale di Federmoda. «È vero che ci sono realtà anche molto differenti a seconda dei negozi e che in questo momento di crisi generale del nostro settore a tenere meglio sono le grandi griffe: in parte, probabilmente, perchè il consumatore, se deve spendere, preferisce puntare sulla qualità e su qualche cosa di conosciuto, ma in parte io penso che questo dipenda molto anche dal fatto che a fare acquisti sono i turisti. Comunque in generale non c’ è proprio l’ aria dei saldi, quel clima festoso che connotava in pasato le svendite, con la corsa all’ acquisto». «Azzardare un bilancio da queste prime due giornate però sarebbe sbagliato», prosegue la Basevi. «Meglio limitarsi a registrare quanto accade, poi per dire effettivamente come va bisogna aspettare: considerando che questa giornata così calda ha fatto di certo da deterrente, magari nei giorni feriali ci saranno più veronesi in giro. Un’ ultima considerazione: crisi o non crisi, caldo o non caldo, nei centri commerciali si è visto un movimento molto maggiore. Io stessa passando da Mantova ho visto l’ outlet strapieno: evidentemente anche il fatto che i negozi del centro sono meno facilmente raggiungibili (trovare il parcheggio, fare un tratto di strada a piedi con il caldo) rispetto ai centri commerciali incide, anche a livello psicologico, sui consumatori». Un verdetto negativo sulla seconda giornata di saldi arriva dal Codacons. «Appare in ulteriore calo il numero di italiani a caccia d’ affari nelle strade, nei negozi e nei centri commerciali, e dati negativi fanno registrare anche le vendite, in diminuzione mediamente del 20% rispetto al 2011. Tra sabato e domenica code di acquirenti si sono viste solo davanti ai negozi delle grandi firme, costituite però in prevalenza da turisti stranieri», ha affermato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Per far fronte a tale situazione l’ associazione dei consumatori propone il «sabato d’ oro» dei saldi, ossia sconti aggiuntivi del 20% sui saldi già praticati, nelle giornate di sabato dalla prossima settimana fino a fine agosto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
