5 Luglio 2012

Mense, parte la class action «Pasti scadenti ai bambini»

Mense, parte la class action «Pasti scadenti ai bambini»

Il codacons cita in giudizio la «milano ristorazione»

Tra le prove dell’ accusa contro Milano Ristorazione ci sono le «mozzarelle blu» dell’ elementare Bacone, le lasagne «pelose», le crocchette «piene di conservanti», i fagioli borlotti del Canada e il tonno pescato al largo della Costa d’ Avorio. Prodotti che non rispetterebbero «gli standard qualitativi» stabiliti per legge e fissati dal contratto con il Comune, cibi serviti «spesso in ritardo», quando non «scotti» o «stopposi», e comunque scodellati da vaschette di plastica «riscaldate a temperature elevatissime». Nelle 74 pagine dell’ atto di citazione sono elencati tutti i «nodi critici» denunciati negli anni da commissioni mensa, docenti e famiglie. Il Codacons ha raccolto negli asili e nelle scuole questo «clima generale di rabbia e frustrazione dei genitori» e ora dichiara una class action contro la più grande cucina pubblica di Milano. Il ricorso sarà notificato oggi al Tribunale civile e ai vertici di Milano Ristorazione: «Chiediamo il risarcimento dei danni morali e patrimoniali». Una famiglia apre la breccia, il Codacons garantisce copertura e assistenza legale, chi vuole sostenere la causa può aggiungersi e rafforzare la battaglia giudiziaria. La class action guarda nei piatti dei bambini per accertare se siano garantite la «tutela della salute» e «la sicurezza e la qualità dei prodotti». La premessa è una sfida al «regime di monopolio» di cui gode Milano Ristorazione (che non partecipa a gare d’ appalto) e un atto di accusa nei confronti del Comune che è allo stesso tempo azionista unico e «controllore di un servizio da lui stesso erogato». Questo intreccio di interessi pubblici, sostiene il Codacons, «ha una indubbia incidenza sulla qualità del servizio offerto all’ utenza». Tanto per iniziare, i menu. La class action censura l’ importazione di pesce, lenticchie e ceci «da fornitori di Paesi non comunitari» e contesta a Milano Ristorazione di «violare» gli accordi e trascurare l’ obiettivo di «introdurre gradualmente» nuovi alimenti biologici. Le «inadempienze», adesso. La carne: «Dovrebbe essere fresca e soprattutto intera, e invece arriva congelata e già trita». I succhi: «Non dovrebbero mai sostituire la frutta fresca». La pizza: «Non è prevista ed è stata invece introdotta addirittura come piatto unico, risultando peraltro di qualità scadente». Lo si legge nelle schede di valutazione delle commissioni: «Si riscontrano casi in cui il cibo ha un sapore che troppe volte viene definito come “non accettabile” al pari della cottura “scarsa”. Anche l’ igiene lascia alquanto a desiderare». Gli avvocati dei bambini rovesciano il tavolo, chiedono alla Procura di «ordinare a Milano Ristorazione di porre rimedio alle violazioni» e invocano una riforma sostanziale del servizio: «La dieta proposta non è varia né conforme alle indicazioni della Asl, essendo spesso ripetitiva e fortemente orientata verso una dieta proteica». Marco Maria Donzelli, tre figli, è un genitore arrabbiato e l’ avvocato-presidente del Codacons che ha istruito e firmato la class action: «Chiediamo alla società non solo il risarcimento dei danni alla salute dei bambini, ma anche la restituzione dei soldi per tutti i pasti non consumati nei giorni di sciopero o malattia». Nelle mense di Milano si paga la retta anche per i giorni di digiuno. Federica Cavadini Armando Stella RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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