Restauro del Colosseo, arriva l’ ok del Tar “Tutto in regola, via libera a Della Valle”
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fonte:
- la Repubblica
LORENZO D’ ALBERGO INAMMISSIBILE. Dunque, bocciato. Il Tar del Lazio ha definitivamente respinto il ricorso con il quale il Codacons chiedeva l’ annullamento del contratto da 25 milioni con cui, nel gennaio del 2011, la griffe Tod’ s del gruppo Della Valle si è aggiudicata la sponsorizzazione del restauro del Colosseo. Un accordo sul quale, lo scorso febbraio, era già arrivato il placet dell’ Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Via libera, quindi, ai lavori. Per l’ associazione per la tutela dei diritti dei consumatori la bocciatura è arrivata al termine di una battaglia legale durata mesi. Secondo i giudici, i provvedimenti impugnati dal Codacons non hanno «pregiudicato un interesse collettivo dei consumatori e degli utenti». Quindi è venuto meno il motivo cardine del ricorso. Il Codacons riteneva che il gruppo Della Valle si fosse aggiudicato la gara con un’ offerta valutata con troppa fretta dal Commissario per la realizzazione degli interventi urgenti sulle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica e, per di più, bassa rispetto al valore del monumento («con ogni evidenza inestimabile», scrivono le toghe nella sentenza). Insomma, come specificano anche i magistrati della prima sezione del Tar, il ricorso puntava a evidenziare un danno alle finanze pubbliche, chiedendo un risarcimento per un’ operazione ritenuta poco convincente. In particolar modo, si faceva notare che le casse pubbliche, visti i termini dell’ accordo, avrebbero ricevuto un introito minore rispetto al reale valore del Colosseo. Un’ operazione «della quale i cittadini, in quanto contribuenti, sono destinati a risentire». Ma, come hanno ricordato a più riprese i giudici, il Codacons per statuto si occupa della tutela di sole due categorie: utenti e consumatori. Non dei contribuenti. Quindi, la bocciatura. Una motivazione che non ha convinto l’ associazione che ora valuta di appellarsi al Consiglio di Stato: «Della Valle vince il primo round ma rischia di perdere la battaglia perché il Tar ha esagerato. Non ha sentenziato che il procedimento relativo alla cessione del monumento per 15 anni a Diego Della Valle sia corretto spiega l’ associazione – ma ha affermato un principio incostituzionale: ovvero che gli utenti non hanno il diritto di sindacare il distorto utilizzo di un bene pubblico appartenente ai romani, agli italiani e ai cittadini di tutto il mondo». Esulta, invece, il sindaco Alemanno: «una grande vittoria di Roma e della cultura. Adesso il Mibac dia al più presto il via libera ai cantieri». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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