4 Luglio 2012

Rc auto, guerra sui numeri

Rc auto, guerra sui numeri

Le tariffe e la raccolta premi dell’ Rc auto crescono, ma i bilanci delle compagnie assicurative risultano in rosso. In uno scenario che è il «più critico dal dopoguerra», l’ Ania lancia l’ idea di un’ azione «di sistema», che faccia scendere i prezzi delle polizze dell’ Rc Auto e contribuisca alla ripresa: una promessa rispetto alla quale, tuttavia, i consumatori mostrano un forte scetticismo.I NUMERI L’ occasione per fare il punto sul settore assicurativo è l’ assemblea dell’ Aassociazione. Il presidente Aldo Minucci mette sul tavolo dati non confortanti: la raccolta premi nel 2011 è diminuita dell’ 11,9%, mentre nel 2010 era aumentata dell’ 8,4%, e e il risultato d’ esercizio è stato negativo per oltre 3,7 miliardi. Il calo è concentrato nei rami vita, i cui premi sono diminuiti del 18%, come risultato della riduzione del reddito disponibile delle famiglie e dell’ aumento dei tassi di interesse sui titoli di Stato. Note positive, invece, dal ramo danni, con un aumento dei premi del 2,5%, ma ancora meglio è andata l’ Rc Auto, che ha visto crescere raccolta e prezzi, e scendere i sinistri.RINCARI, È SCONTRO L’ ammontare complessivo dei premi è stato pari a 17,8 miliardi, in aumento del 5,2% sul 2010. Il premio medio (vale a dire il prezzo) nel 2011 è aumentato del 5,8%, mantenendo quindi il trend dell’ anno precedente (+4,7%). Per l’ Ania, dunque, grazie alla contrazione dell’ 11,8% registrata tra il 2005 e il 2009, «il prezzo medio della copertura rimane nel 2011 analogo a quello del 2006». Secondo Eurostat, invece, che non prende in esame i prezzi effettivamente applicati ma quelli presenti nei listini delle compagnie, le tariffe sono aumentate del 20% in 5 anni, a un ritmo superiore a quello della media Ue27 (+17,4%).Le interpretazioni dei dati, dunque, divergono, ma in ogni caso una riduzione è possibile. Lo ha riconosciuto lo stesso Minucci, annunciando che le compagnie sono «pronte a ridurre i prezzi della rc auto, nell’ ambito di un’ azione congiunta, di “sistema”, che aggredisca alla radice quelle componenti strutturali che mantengono elevato il costo dei sinistri». Adusbef e Federconsumatori, però, chiedono di passare dalle parole ai fatti e Codacons parla dell’ Ania come di un «disco rotto». E il presidente dell’ Isvap, Giancarlo Giannini, invita piuttosto le imprese a «migliorare l’ efficienza e fronteggiare le troppe frodi avvalendosi degli strumenti esistenti».Il fronte dell’ Rc Auto, dunque, rimane come sempre quello più “caldo”, ma non è l’ unico su cui lavorare. Minucci ricorda la necessità di favorire le polizze sugli immobili, in un Paese che dal dopoguerra ha collezionato costi per 245 miliardi dovuti alle catastrofi naturali.

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