3 Luglio 2012

Nessuno vuole i tagli Tutti contro Monti

Nessuno vuole i tagli Tutti contro Monti

Alberto Di Majo [email protected] Nessuno vuole i tagli alla spesa. Ovviamente i primi a protestare sono i politici. Ma anche i sindacati, i medici, gli avvocati, i consumatori e, indirettamente, gli ambasciatori e i prefetti. Mentre il premier Monti sta cercando di far tornare i conti, crescono le critiche alla spending review. Netto l’ altolà del leader del Pd, Pierluigi Bersani: «Sarebbe inaccettabile se la spending review andasse a toccare la risposta sociale». Poi aggiunge: «Bisogna andare a fondo, bisogna vedere. Credo che nessuno auspichi l’ aumento dell’ Iva, a cui ci ha inchiodato la coppia Berlusconi-Tremonti e quindi dobbiamo trovare altre soluzioni, discutendo della spesa della Pubblica Amministrazione, senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale, cosa che per noi non sarebbe accettabile». E se Bersani rilancia l’ idea di un’ imposta sui grandi patrimoni immobiliari, la spending review mette in allarme anche il Pdl: «Il nostro atteggiamento è costruttivo e positivo – apre il capogruppo dei deputati, Fabrizio Cicchitto – ma vogliamo conoscerla prima per poterci riflettere sopra. Vogliamo vedere la qualità e la quantità dell’ intervento». Dal canto suo l’ Udc non vorrebbe penalizzare prefetti e ambasciatori che, secondo il piano del governo, saranno in esubero. «È chiaro che nessuna categoria di dipendenti pubblici deve essere esclusa. Per essere credibile la spending review non può prevedere figli e figliastri – tuonano i capigruppo alla Camera e al Senato Gian Luca Galletti e Gianpiero D’ Alia – Solo a queste condizioni sarebbe accettabile prepensionare categorie altamente qualificate come ad esempio quelle dei prefetti e degli ambasciatori. Rinunciare a tali figure arrecherebbe un danno per la Pubblica Amministrazione e quindi per i cittadini stessi e ciò sarebbe inaccettabile». Protestano i sindacati. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, non esclude di ricorrere allo sciopero generale contro i tagli previsti. Alla vigilia dell’ incontro con il governo, Bonanni afferma che la sua organizzazione sosterrà l’ esecutivo «se si fanno tagli con criterio». Altrimenti, «se si faranno tagli tanto per farli, si faranno solo più guai. A quel punto, faremo iniziative in tutta Italia e in tutte le città. Vedremo cosa faranno e poi ci regoleremo di conseguenza». «Domani incontreremo il governo, speriamo che abbia cambiato idea: non si può pensare di risolvere i problemi della pubblica amministrazione licenziando i lavoratori pubblici e riducendo loro il salario» dice il segretario confederale Cgil, Vincenzo Scudiere chiudendo la manifestazione unitaria a Napoli. Netto anche il numero uno della Uil Luigi Angeletti: «Se il governo cercherà di risparmiare i veri poteri forti che ci sono in questo Paese e se la prenderà con gli impiegati pubblici, non potrà che avere la nostra più determinata opposizione. Lo sciopero? Certo, perché no. Stavolta il governo deve trovare le risorse solo tra coloro che non hanno pagato nulla di questa crisi, in primo luogo il cosiddetto sistema politico». Torna a farsi sentire contro i tagli ai tribunali l’ Organismo unitario dell’ avvocatura. Ha proclamato uno sciopero per il 5 luglio. «La chiusura di oltre 1.000 uffici giudiziari rappresenta la demolizione del servizio giustizia sul territorio. La scelta più giusta, nel prossimo Consiglio dei ministri, è sospendere questa decisione e riprendere il dialogo, altrimenti il rischio è quello di una radicalizzazione della protesta». Il leader dell’ Idv Antonio Di Pietro non rinuncia alla stoccata: «O se la prendono con i più deboli o con spese come quelle per la giustizia. Valuteremo l’ operato del governo e dei partiti che lo sostengono», avverte. Pronti alla mobilitazione anche i sindacati di polizia. La convocazione di Palazzo Chigi non è ancora arrivata. Ma sul piano di spending review annunciato dal governo, i sindacati di polizia chiedono che venga ascoltata la loro voce, perché i tagli non pregiudichino l’ operatività del servizio di sicurezza ai cittadini. Non ci stanno nemmeno i neurologi. «Sono sorpreso di apprendere che il governo voglia tagliare il 2% sulle spese per le prestazioni specialistiche ambulatoriali. È una follia». Questo il giudizio di Giancarlo Comi, presidente della Società italiana di neurologia e direttore del dipartimento di Neurologia dell’ ospedale San Raffaele di Milano. Non poteva mancare l’ ira del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: «A furia di tagliare, c’ è il rischio che restino solo il conflitto sociale e le macerie sociali». Il sindaco De Magistris invita il governo a «fare attenzione» e lancia l’ allarme sulla spending review, che prevede tagli anche per gli enti locali. Se questa è la strada presa dal governo, ribadisce il primo cittadino, «non ci metto un secondo a scendere in strada accanto alla gente che protesta». Netto anche il governatore della Campania, Stefano caldoro. In attesa del provvedimento definitivo e della Conferenza Stato-Regioni, esprime preoccupazione: «È difficile capire come si possa ancora incidere sul welfare e in particolare su sanità e trasporto pubblico locale». Sul piede di guerra pure i consumatori. Il Codacons chiede di toccare i privilegi. Non sarà facile per il governo usare le forbici senza tagliarsi. Dal canto suo, il premier Monti ha ricordato che i sacrifici di oggi sono figli delle leggerezze di ieri: «Se per decenni – dice Monti – si indulge ad assecondare un superficiale tiriamo a campare e a iniettare nella mente dei cittadini la sensazione che un Paese con mille risorse, compreso l’ estro, possa non affrontare i seri problemi che altre nazioni hanno preso di petto, forse deve venire il momento in cui si affrontano i problemi».

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