Ferrari, sms da Carobbio «Meriti di essere assolto»
-
fonte:
- Gazzetta dello sport
ROBERTO PELUCCHI ROMA Un sms può salvare Nicola Ferrari, attaccante del Verona, da una squalifica di tre anni che gli troncherebbe la carriera. È un messaggio che Filippo Carobbio, uno dei pentiti-chiave dell’ inchiesta sul calcioscommesse, ha inviato all’ ex compagno all’ AlbinoLeffe la scorsa settimana e che ieri l’ avvocato Stefano Bosio ha fatto mettere agli atti, a sorpresa, nel corso del processo d’ appello davanti alla Corte di giustizia federale. «Ciao Ferro. Mi dispiace per quello che ti sta capitando. Spero che anche per te come per Achille (Coser, prosciolto in primo grado, ndr) giustizia verrà fatta. Non servirà a niente questo mio messaggio, ma volevo dirti che ti penso. Non mollare! Un abbraccio. Pippo». Colpo di scena Non è un sms insignificante. Ferrari è stato coinvolto dall’ altro pentito Gervasoni nella presunta combine di Rimini-AlbinoLeffe con Carobbio, Ruopolo, Poloni e Garlini. Ruopolo ha parzialmente confermato il racconto, senza però mai citare Ferrari, mentre a Poloni, Garlini e, soprattutto, Carobbio nessuno della Procura ha mai chiesto nulla. Perché? Adesso spunta questo sms nel quale, in pratica, Carobbio considera un’ ingiustizia la condanna in primo grado di Ferrari. Per Palazzi il messaggio non va tenuto in considerazione, ma al tempo stesso non ha mai voluto che Carobbio venisse sentito nel processo, per confermare o smentire Gervasoni. Per la difesa di Ferrari ce n’ è abbastanza per chiedere il proscioglimento per mancanza di riscontri. Questo è stato l’ unico colpo di scena di un processo che fatica a garantire il diritto di difesa. Cinque minuti al massimo per ogni avvocato, ma (chissà perché) 40 minuti a Carlo Rienzi del Codacons, lasciato comunque fuori dal processo (1078 tifosi hanno dato mandato all’ associazione di far causa a Figc e Lega). Bertani fantasma Ieri in nove ore di dibattimento non si è riusciti, comunque, a evadere tutte le posizioni, si ricomincia oggi alle 10. La Sampdoria e l’ avvocato del portiere Mario Cassano hanno abilmente sfruttato l’ assist arrivato dal tribunale del Riesame di Brescia, che ha scarcerato Bertani facendo cadere l’ accusa di associazione per delinquere. Per Giulia Bongiorno, legale del club, «Bertani è un fantasma. Non è stato ancora processato e per Brescia non era nell’ associazione, però la Sampdoria deve pagare (50 mila euro di ammenda la condanna in primo grado, ndr) per averlo tesserato dal Novara, l’ unica squadra nella quale eventualmente ha commesso illeciti». Anche Francesco Maresca, legale di Cassano, è partito dall’ ordinanza per andare all’ attacco: «Il castello accusatorio della Procura di Cremona, che ha come pilastri le dichiarazioni di Gervasoni, piano piano si sta sgretolando». Anche se per Palazzi la scheda telefonica dedicata di cui era dotato e l’ episodio dei soldi nascosti negli asciugamani bastano e avanzano per considerare Bertani «pienamente organico all’ organizzazione criminale». RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
