Gorizia perde il primato di città della convenienza
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fonte:
- Il Piccolo
di Francesco Fain Era sempre il fanalino di coda dell’ aumento dei prezzi. A Trieste, Udine e Pordenone l’ inflazione galoppava, qui l’ isola continuava ad essere felice, anzi felicissima. Nel 2010, Gorizia si piazzò addirittura ai vertici italiani (era ventiquattresima) dei capoluoghi di provincia con l’ incremento dei prezzi più basso. A decretarlo fu l’ Istat. Poi, a ribadirlo fu il Codacons assieme al sito internet www.spesafacile.com, specializzato nel monitoraggio delle offerte nei supermercati e ipermercati. L’ associazione dei consumatori elaborò un paniere composto da 28 beni che rappresentano la spesa settimanale-tipo di una famiglia media. Ebbene: a Gorizia, per acquistare tutti e ventotto i prodotti, se ne andavano 53 euro e 66 centesimi. A Pordenone la spesa salì a 54,78 euro e a Udine a 56,75 euro mentre a Trieste bisognava addirittura “scucire” 57,70 euro. Decisamente, buone notizie. Tasso di inflazione Oggi, come detto, le cose sono cambiate. Gorizia, nel 2011, ha registrato un indice di inflazione pari al 2,8%. Solo Trieste fa peggio (+2,9%) mentre Udine e Pordenone registrano rispettivamente un “+2,7” e un “+2,6%”. Insomma, la nostra città non è più il paradiso della convenienza. Ad accorgersene era stato, nel maggio scorso, già l’ assessore comunale alla Statistica (oggi non lo è più) Sergio Cosma. Da un mese all’ altro era aumentato il pane (+0,8%), la carne (da 0,5% a 1,8 in più), il pesce (punte del 10,3%), il latte (+0,8%) ma anche i formaggi (il picco lo raggiunse la fontina con +1,9%). «Per mesi, i prezzi sono rimasti fermi, inchiodati. Oggi, purtroppo, si registrano variazioni all’ insù e non riguardano generi voluttuari ma di prima necessità», furono le sue parole. I dati emergono dal report della Regione “Le tendenze dei prezzi al consumo nelle province del Friuli Venezia Giulia” che ha rielaborato le statistiche dell’ Istat. Va precisato che per la rilevazione ogni mese in ciascun esercizio i rilevatori registrano il prezzo del prodotto più venduto nello specifico punto-vendita (ad esempio, per la pasta, il prezzo della varietà x, della marca y, della confezione di grammi z). Le voci nel dettaglio Gorizia continua ad essere, come nel 2009 e nel 2010, la città in cui crescono di più i prezzi del capitolo Istruzione (+3,7% contro il +2,4 medio). Insomma, da queste parti il materiale scolastico aumenta con maggior frequenza rispetto al resto della regione. Significativo (+10,1%) l’ incremento dei prezzi riguardo a tutto ciò che riguarda l’ abitazione: in un solo anno, la spesa per acqua, energia elettrica, combustibili è cresciuta del 10,1% in un solo anno. Soltanto Pordenone fa peggio con il 10,9%. Il settore alimentari ha registrato, a Gorizia, un incremento dei prezzi del 2,3% nell’ ultimo anno ma le previsioni sono nefaste. A quantificare la batosta, più di quanto non dicano le fredde percentuali, provvedono le associazioni dei consumatori, secondo le quali i prossimi rincari (perché ne sono previsti di ulteriori) sul carrello della spesa, significheranno che una famiglia di tre persone dovrà sborsare 635 euro in più all’ anno. Per una di quattro componenti la batosta, invece, sarà di 686 euro, circa 170 a testa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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