Sotto sequestro la grotta della morte
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fonte:
- La Città di Salerno
CENTOLA PALINURO Stop a sub e natanti all’ interno della grotta del Sangue. Lo ha deciso il comandante della Capitaneria di Porto di Palinuro, Massimo Ruggiero, a seguito della tragedia verificatasi all’ interno della cavità naturale sabato mattina. «Il divieto esteso a tutti i tipi di imbarcazioni – spiega il tenente di vascello – si è reso necessario per espletare tutti gli accertamenti disposti dall’ autorità giudiziaria». Il pm Renato Martuscelli, che coordina le indagini, ha infatti richiesto a personale specializzato di ripercorrere e filmare i cuniculi della grotta. Accertamenti che permetteranno di capire se, i quattro sub deceduti, siano incappati in un terribile imprevisto durante l’ immersione, così come sospettato in un primo momento, oppure rimasti prigionieri di un muro fango sollevatosi dal fondale a seguito dei loro movimenti. Per gli inquirenti, l’ ipotesi più accreditata, è la seconda. Una decina di persone, tra superstiti e primi soccorritori, già interrogati, avrebbero confermato i sospetti dei guardiacoste. Susy Cavaccini, Andrea Pedroni, Douglas Rizzo e Panaghiotis Telios sarebbero rimasti bloccati nella grotta a causa della sabbia sollevatasi durante il loro passaggio che ha intorbidito l’ acqua nel giro di pochi minuti oscurando completamente la visuale ai malcapitati. Responsabilità? «E’ ancora presto per poterlo stabilire, stiamo indagando», taglia corto il tenente Ruggiero. Gli esami esterni, effettuati dal medico legale Adamo Maiese, sui corpi dei quattro subacquei hanno confermato la causa del decesso per annegamento. Le salme saranno restituite ai parenti questa mattina per i funerali. «Non c’ è stato bisogno dell’ autopsia, è stato sufficiente l’ esame esterno dei corpi», ” ha riferito il pm Martuscelli. Una morte atroce resa ancora più drammatica dal disperato tentativo di risalita, testimoniato dalla rottura dei timpani, senza alcuna tappa di decompressione, quando ormai scarseggiava la scorta di ossigeno nelle bombole. La spedizione, composta da otto persone compresi gli organizzatori, era partita alle 11.30 dal diving club “Pesciolino sub”, uno dei più famosi e apprezzati di Palinuro. Secondo quanto accertato dalla capitaneria di Porto, la cordata era perfettamente equipaggiata e munita di torce. Ma una volta all’ interno della Grotta del Sangue, il gruppo si è ritrovato al buio a causa proprio della fanghiglia che ha azzerato la visibilità nel cunicolo. Quelli che erano nella coda della cordata sono riusciti a risalire prima che fosse troppo tardi, quando già le bombole avevano esaurito le scorte di ossigeno. Gli altri quattro, invece, sono rimasti bloccati. Poco dopo è stato lanciato l’ allarme all’ ufficio circondariale marittimo di Palinuro. Da lì sono stati diramati gli avvisi al 118 e tutti i soccorritori. Sul posto sono arrivati i sommozzatori dei vigili del fuoco ma la situazione è apparsa sin dal principio difficilissima. E si sono rese necessarie alcune ore per riportare alla luce i corpi ormai privi di vita. Al momento non risulta nessuno iscritto nel registroindagati ma non sono esclusi colpi di scena nelle prossime ore. «La recentissima tragedia avvenuta nella Grotta del Sangue porta doverosamente agli onori delle cronache la pericolosità delle immersioni». Lo ha sottolineato il Codacons in una nota. «Nonostante la Federazione Italiana Attività Subacque si sia affrettata a decantare la sicurezza delle attività d’ immersione, e pur prendendo ovviamente per buone le loro dichiarazioni, il Codacons ritiene inaccettabile che i sommozzatori non siano seguiti da esperti vigili del fuoco». «Quando si esplorano grotte, come in questo caso – dice Carlo Rienzi, presidente Codacons – non si può fare esclusivo affidamento sull’ esperienza della guida. Infatti nonostante la bravura dei sommozzatori non si può certo prevedere la tenuta morfologica e strutturale delle grotte!». Secondo l’ associazione, pertanto, «l’ unica soluzione è che di organizzino immersioni di gruppo, in determinate località a rischio, e che ogni gruppo sia seguito da apposite squadre dei Vigili del Fuoco. Squadre che ovviamente dovranno essere retribuite per il loro apporto fondamentale e preventivo in fatto di sicurezza». «Confidiamo che prima della fine della stagione estiva si possa trovare una soluzione in tal senso», conclude Rienzi. Vincenzo Rubano ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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