28 Giugno 2012

L’ allarme del presidente dell’ Autorità. «criticità anche nel settore idrico»

L’ allarme del presidente dell’ Autorità. «criticità anche nel settore idrico»

 Paolo R. Andreoli Roma. Nella sua relazione annuale, l’ Autorità per l’energia ha fatto un bilancio per il 2011, dal quale risulta la fuga dal petrolio. La produzione di energia elettrica da prodotti petroliferi è scesa del 9,5% dopo il crollo del 37,6% nel 2010. In calo l’ energia termoelettrica (-3,7%); l’ energia elettrica da gas naturale ha avuto una flessione del 7% su base annua, mentre è salita dell’ 11% la produzione di generazione elettrica da carbone. La relazione fa osservare che il 2011 ha segnato il minimo storico dei “black-out” senza preavviso: appena 40 milioni a livello nazionale che i produttori hanno rimborsato a 180 mila clienti con un rimborso globale di circa 20 milioni di euro (100 euro a cliente). L’ Italia figura al sesto posto in Europa per i prezzi dell’ energia elettrica: meno di 26,93 centesimi di euro per kWh, un livello inferiore alla media europea, che vede in testa con le bollette più care Spagna, Germania e Irlanda. Eppure, gli italiani non sono contenti, perché sulle bollette pesano le imposte e sul conto finale l’ Iva si applica anche sulle tasse. Aumentano i cambi di fornitore. Nel 2011 il 5,2% delle famiglie ha scelto il mercato libero. Non sappiamo se le famiglie siano convinte di aver fatto un buon affare, ma il presidente dell’ Autorità per l’ energia, Guido Bortoni, ha affermato che sul mercato libero i prezzi dell’ elettricità risultano spesso più alti rispetto ai fornitori tradizionali, quindi sarà avviata un’ indagine (estesa al settore gas) per chiarire gli elementi di preoccupazione emersi dai dati rilevati. Dal monitoraggio avviato nel 2011, infatti, l’ Autorità ha rilevato come «i prezzi unitari applicati dai venditori al mercato libero siano, in diversi casi, più alti di quelli del mercato tutelato», ha denunciato Bortoni, spiegando la necessità di «aprire un’ indagine conoscitiva per approfondire le ragioni del differenziale di prezzo nel mercato retail italiano, estendendo tale indagine anche al settore gas». L’ Autorità intende dedicare maggiore attenzione sul fenomeno dei «contratti non richiesti». «Contro le pratiche scorrette – ha promesso il presidente – saremo inflessibili». Il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha dichiarato identità di vedute con l’ Autorità sul costo delle bollette per gli utenti e confermato la «collaborazione del governo». La relazione di Bortoni è stata condivisa anche da Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria, il quale ha auspicato che gli elementi più significativi della relazione siano utilizzati per la redazione del Piano energetico nazionale, non più rinviabile. Per la Confindustria, il prezzo dell’ energia in Italia è più alto rispetto ai Paesi UE. Si rende necessario il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili. Nel quadro della relazione, il direttore generale di Federutility, la federazione che unisce le aziende dell’ acqua, ha preannunciato un fondo pubblico che possa raccogliere le risorse necessarie agli investimenti nel ciclo idrico. Per i consumatori, Il Codacons ha definito «drammatici» i dati dell’ Autorità dai quali risulta che nel 2011 il consumo interno lordo di energia complessiva è sceso sui livelli del 1999, mentre il 10% delle famiglie e il 19% delle imprese minori non era in grado di pagare i servizi elettrici e del gas. Consumi a rischio, ma crescono le emissioni inquinanti, anche se le nuove auto inquinano di meno.

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