27 Giugno 2012

Vendite ad aprile -6,8% Giù alimentari e farmaci

Vendite ad aprile -6,8% Giù alimentari e farmaci

ROMA Ad aprile -6,8% le vendite, su base annua. L’ Istat non aveva registrato un ribasso così forte dal 2001, inizio delle serie storiche. L’ alimentare, ha segnato -6,1%, altro record negativo che porta indietro di oltre 11 anni. In aprile le vendite sono scese dell’ 1,6% su marzo, Bruciati i miglioramenti dei mesi precedenti, ombrè sulle stime. Per Confcommercio, le vendite potrebbero calare nel 2012 del 3,3%. Intanto, lo stallo dei salari, certificato sempre dall’ Istat per maggio, non aiuta la ripresa della domanda: le retribuzioni risultano ferme su aprile e hanno totalizzato un +1,4% annuo; inflazione +3,2. A scontare la stretta sulla spesa sono i piccoli negozi, -8,6%. Grande distribuzione -4,3% e -3% dei discount alimentari. Il portafoglio degli italiani è rimasto chiuso addirittura davanti a prodotti base come i farmaci, che ad aprile hanno segnato un -9,2% annuo delle vendite. Pesanti contrazioni hanno colpito l’ abbigliamento -8,9% e le calzature -8,6. La debacle di aprile, mese in cui è caduta la Pasqua, non fa ben sperare: per l’ Ufficio studi della Confcommercio la flessione, in termini reali e pro capite, potrebbe «raggiungere il 3,2-3,3%, un’ evidenza statistica che non avrebbe precedenti nella storia economica del nostro Paese». Per l’ associazione dei commercianti, «questa debolezza della domanda suggerisce quanto sia opportuna una revisione, seppure modesta, di alcuni obiettivi di bilancio, in accordo con i partner dell’ eurozona». Sulla stessa linea Confesercenti: «Nel 2012 il reddito disponibile reale scenderà per il quinto anno consecutivo e la capacità di consumo degli italiani si ridurrà a livelli inferiori a quelli del 2007». Tra I consumatori il Codacons ha avvertito: «Se si scorpora l’ inflazione, il crollo dei consumi alimentari, in quantità, assume aspetti tragici», riportando l’ Italia indietro di 33 anni. Allarmati i commenti degli agricoltori, dalla Cia alla Coldiretti, che ha evidenziato: «La crisi ha tagliato la spesa di sei italiani su dieci». E da tutti i fronti si leva compatto un coro di no ad aumenti dell’ Iva.
 
 

 

 

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