22 Giugno 2012

Benzina, Eni ribassa sotto quota 1,8

Benzina, Eni ribassa sotto quota 1,8

Una prima, vera boccata d’ ossigeno per le famiglie italiane che si preparano a partire per i primi esodi estivi. E per chi, e non sono pochi, paga da mesi prezzi insostenibili per il carburante schizzato anche sopra i due euro al litro per la verde. Con il petrolio che crolla sotto gli 80 dollari a New York, ai minimi da ottobre, ed il Brent che a Londra scende per la prima volta dal 2010 sotto i 90 dollari, la benzina arretra finalmente sotto la soglia di 1,8 euro al litro, in attesa degli sconti del prossimo weekend che potrebbero farla scendere al di sotto di 1,6 euro (con eccezione delle Regioni, come la Campania, che applicano le accise per i conti in rosso della sanità: il ribasso, in questi casi, si avvertirà meno). A mettere mano ai listini, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, è stata l’ Eni, già protagonista dell’ offensiva-sconti del fine settimana. La compagnia leader di mercato ha tagliato di 2 centesimi entrambi i prodotti, facendo scendere il prezzo consigliato a 1,795 euro al litro per la benzina (ai minimi da febbraio scorso) e a 1,683 per il gasolio (prezzo più basso da gennaio). Con questa sforbiciata, il prezzo previsto nel prossimo weekend nei 3mila impianti iperself Eni, grazie allo sconto promesso di circa 20 centesimi, potrebbe quindi attestarsi sotto 1,6 euro per la verde e 1,5 euro per il diesel. La decisione verrà ufficializzata sabato mattina e lo sconto partirà dalle ore 13. Da vedere, poi, se anche altri marchi, come hanno fatto lo scorso fine settimana Esso e Q8, sposeranno la strategia degli sconti in quella che è stata definita la «guerra dei ribassi». Positiva la reazione delle associazioni dei consumatori, che, tuttavia, non sono ancora soddisfatte: secondo Adusbef, Federconsumatori e Codacons, infatti, c’ è ancora spazio per scendere «perché la riduzione di 20 centesimi diventi strutturale e continuativa, per tutte le compagnie e in tutti i circuiti». A giudizio del Codacons, poi, c’ è spazio per un taglio immediato di 5 centesimi al litro «considerate le quotazioni del petrolio». Ieri, infatti, il greggio è precipitato sotto gli 80 dollari, spinto al ribasso dalle incertezze sulla crescita in Europa e dai dati sulla disoccupazione negli Usa. Tanto che gli analisti di Commerzbank avvertono che «visti gli umori negativi dei mercati e la situazione di surplus sul fronte dell’ approvvigionamento, i prezzi rischiano di rimanere sotto pressione». Di pari passo si muovono i prezzi internazionali dei prodotti raffinati che, ieri, hanno toccato i minimi da diversi mesi a questa parte. re. eco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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