Assaltò l’ Agenzia, Martinelli scarcerato
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Luigi Martinelli, l’ imprenditore protagonista dell’ irruzione armata del 3 maggio scorso all’ Agenzia delle entrate di Romano, da ieri è agli arresti domiciliari. Il gip Giovanni Petillo ha accolto la richiesta del difensore, l’ avvocato Giuliano Leuzzi messo a disposizione dal Codacons, e ha disposto la scarcerazione del cinquantaquattrenne che ha potuto lasciare il carcere nel primo pomeriggio. Il provvedimento del giudice dell’ indagine preliminare potrebbe considerarsi la conseguenza della possibile evoluzione processuale. All’ orizzonte c’ è infatti un patteggiamento a tre anni proposto in sede di indagine con il consenso del pm Franco Bettini, che verrà discusso davanti allo stesso giudice Petillo il prossimo 5 luglio. Martinelli dovrà rimanere nella sua abitazione di Calcio, dove vive solo. Alle sue esigenze (spesa, incombenze varie e altro) provvederanno i due figli, che si sono detti disponibili ad aiutare il padre. Nella sua ordinanza il gip ha disposto che l’ imprenditore possa avere incontri e colloqui solo con i familiari e l’ avvocato. Il giudice ha invece rigettato l’ autorizzazione a recarsi al lavoro in una cooperativa disposta ad assumere il cinquantaquattrenne: troppo vaghi giorni e orari perché le «uscite» potessero ritenersi compatibili con il regime dei domiciliari. Martinelli è accusato di sequestro di persona, minacce, sparo in luogo pubblico e porto abusivo di arma da fuoco. Il pomeriggio del 3 maggio aveva deciso di inscenare una plateale protesta contro una pretesa di pagamento che avanzava Equitalia di 2.400 euro e che lui, forse a causa di un disguido, aveva calcolato in 44 mila euro. Furente per quello che riteneva un torto, dalla sua ampia collezione aveva preso un fucile da caccia e s’ era diretto all’ Agenzia delle entrate di Romano, deciso a far conoscere il suo disagio all’ opinione pubblica («Ma dove sono i giornalisti?», aveva esclamato impaziente dopo aver preso in ostaggio 17 fra dipendenti e clienti). La maggior parte delle persone sequestrate erano state rilasciate quasi subito. Tutte tranne una: un dipendente che, al momento dell’ irruzione, aveva osato sfidare Martinelli. «Che fai, spari se non mi siedo?», aveva esclamato l’ impiegato che forse pensava a un’ arma giocattolo. L’ imprenditore gli aveva fatto capire immediatamente che non era uno scherzo, esplodendo un colpo di fucile contro il muro. Da lì in poi era cominciata una delicata trattativa, conclusasi felicemente grazie alla sensibilità e al sangue freddo di un vicebrigadiere della stazione carabinieri di Romano, Roberto Lorini. Dopo 5 ore il militare era riuscito a convincere Martinelli a rilasciare l’ ostaggio e a consegnarsi. Il cinquantaquattrenne era finito in cella. Il gip Petillo, in sede di convalida dell’ arresto, aveva deciso che l’ imprenditore rimanesse in carcere: sproporzionata la sua reazione rispetto ai motivi ed eccessiva la dimestichezza con le armi. Ora che i fucili gli sono stati sequestrati e che, sfrondata dal clamore mediatico, l’ impresa pare penalmente riconducibile a una condanna di soli tre anni, ecco il via libera agli arresti domiciliari.
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