9 Giugno 2012

Falsa partenza per i ‘saldi’ anticipati le grandi firme non tagliano i prezzi

Falsa partenza per i ‘saldi’ anticipati le grandi firme non tagliano i prezzi

Saldi? No Grazie. Le griffe di via Montenapoleone e del quadrilatero della moda hanno deciso di rinunciare alla possibilità di anticipare gli sconti al 7 giugno. Per potersi accaparrare abiti e accessori a prezzi scontati, bisognerà aspettare come tutti gli anni il mese di luglio: nessun affare in vista nella zona top della moda, dove i prezzi sono ancora pieni. Tra le boutique del centro, qualche commerciante storce il naso e si chiede che senso possa avere mettere la merce in saldo quando non è ancora iniziata l’ estate. Non sembra dunque riscuotere un gran successo la decisione del Consiglio regionale di modificare il Testo unico del commercio e abolire il divieto di fare sconti un mese prima della partenza ufficiale delle svendite, quest’ anno prevista per il 7 luglio. La richiesta di sospendere il divieto di vendite promozionali era arrivata da Federmoda già a inizio primavera, con la speranza di contrastare la crisi e favorire così un’ impennata delle vendite. Il provvedimento, a dire la verità, fin da subito non era stato salutato dai commercianti con grande entusiasmo, nemmeno da quelli di periferia, spaventati da margini di guadagno sempre più bassi. Intanto arrivano cattive notizie dal Codacons: anche se anticipati, i saldi non avranno l’ effetto sperato e le vendite, almeno a Milano, dove subiranno un calo del 10 per cento rispetto all’ estate scorsa. Le previsioni dell’ associazione dei consumatori non sono affatto rosee: la spesa a famiglia a Milano non supererà i 200 euro, contro i 220 dello scorso anno e solo il 40 per cento dei milanesi approfitterà degli sconti stagionali.

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