Martinelli, accordo col pm per patteggiare tre anni
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fonte:
- Corriere della Sera
Accordo raggiunto. Il pubblico ministero Franco Bettini ha dato il suo consenso al patteggiamento a tre anni di reclusione per Luigi Martinelli. Si tratta dell’ ex imprenditore (titolare di una ditta di pulizie inattiva da anni) di Calcio, 54 anni, che il 3 maggio si era barricato nell’ Agenzia delle entrate di Romano di Lombardia. Imbottito di armi, con un fucile a pompa, due pistole, un coltello e un centinaio di munizioni nello zaino, aveva tenuto in ostaggio per oltre sei ore l’ impiegato Carmine Mormandi. Si era consegnato solo la sera alle 21, convinto dal vicebrigadiere del paese Roberto Lorini, entrato negli uffici come volontario in cambio della liberazione di altri cinque ostaggi. Un atto di coraggio che gli è valso una medaglia d’ oro consegnata dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo un mese in carcere, Martinelli, l’ uomo che odia il canone Rai ed era convinto di dover pagare 44 mila euro a Equitalia ma che in realtà ha un debito di 2.400 euro, che voleva «solo attirare l’ attenzione delle televisioni e dei giornali, senza far del male a nessuno», che si era detto pentito, aveva chiesto di chiudere il più in fretta possibile i conti con la giustizia. Patteggiare, appunto, scelta che consente di ottenere uno sconto di pena. Quindi l’ istanza di accordo presentata al pm dall’ avvocato Giuliano Leuzzi, messo a disposizione gratuitamente dal Codacons. «Allo scopo di dare un forte segnale simbolico sullo stato di difficoltà in cui versano migliaia di piccoli imprenditori, vessati dai debiti e dalle richieste di Equitalia», aveva detto l’ associazione che si occupa della tutela dei consumatori. Ora il consenso del pm è ufficiale. Si tratta però solo del primo passo, per chiudere quel conto con la giustizia rimasto in sospeso da allora e con Martinelli ancora rinchiuso in carcere. Sequestro di persona, sparo in luogo pubblico e detenzione illegale di armi, le contestazioni. L’ ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari Giovanni Petillo, lo stesso che aveva detto «no» alla scarcerazione di Martinelli, dopo averlo interrogato. Il giudice era stato severo nella sua ordinanza di convalida dell’ arresto. Pericolo di reiterazione del reato, sproporzione tra le motivazioni e la gravità del gesto, l’ arsenale di fucili, carabine, polvere da sparo e proiettili custoditi in casa, i motivi per i quali aveva ritenuto che l’ arrestato dovesse rimanere dietro le sbarre. Ora si attende la decisione: il gip accoglierà il patteggiamento a tre anni, oppure riterrà la pena troppo bassa rispetto ai fatti accaduti? La decisione all’ udienza fissata per il 5 luglio. Nel frattempo, i familiari di Martinelli si sono mobilitati per una raccolta firme in paese. Seicento quelle ottenute fino ad ora. Nomi e cognomi di chi lo conosce ed è pronto a «testimoniare» che quell’ uomo finito sui giornali per aver seminato il panico per oltre sei ore, non è lo stesso che loro conoscono. Giuliana Ubbiali [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
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