Stazione nel degrado Sono a rischio sottopasso e scalini
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fonte:
- La Nuova Venezia
di Marta Artico w QUARTO D’ ALTINO «Passano i mesi e pure gli anni, ma a quanto pare tutto rimane tale e quale». A segnalare i disagi cui vanno quotidianamente incontro i pendolari che ogni giorno si recano a Quarto a prendere il treno, destinazione Mestre o Venezia per la maggior parte, è il portavoce del Codacons di Quarto e rappresentante dei pendolari, Luciano Ferro, il quale fa notare a chi di competenza, ancora una volta, cosa non va alla stazione. A cominciare dal sottopasso. «Il soffitto della struttura perde», spiega, «tanto che a volte bisogna usare l’ ombrello per l’ acqua che cade tante e tali sono le infiltrazioni». Un problema non da poco, più volte fatto presente. «Gli scalini si riempiono di acqua, cosicché ogni volta si è costretti a lavarsi le scarpe per arrivare al binario giusto, specialmente adesso che si usano tanto le ciabatte e i sandali». «E c’ è la questione delle pensiline». Una richiesta, quella di un riparo per la pioggia o per il vento e le intemperie, che da anni gli abitanti si sgolano per ottenere. «Da 10 anni le pensiline attendono di essere installate», prosegue, «nonostante il solleone estivo e i ritardi che i treni ci riservano e che costringono ad aspettare all’ aria aperta. Ritardi che, sebbene non più come una volta, ancora si evidenziano, senza contare che l’ utenza non viene mai informata e non sa mai a chi chiedere o rivolgersi per ottenere informazioni». «A ciò si va ad aggiungere il fatto», precisa ancora Ferro, «che l’ abbonamento mensile è stato ancora recentemente aumentato, nonostante i vari disservizi quotidiani. Anche il costo del biglietto è stato ritoccato all’ insù, per il biglietto della fascia dei 30 chilometri oggi si pagano ben 2,85 euro lungo la tratta Quarto-Venezia». «La metropolitana di superficie doveva essere già in funzione», conclude, «ma anche questa è in ritardo». Sull’ argomento tagli e fondi, interviene Marta Zilio, responsabile dello sportello Federconsumatori di Marcon e Quarto: “Non bastano i disservizi” spiega “adesso Ferrovie Italiane annuncia di essere costretta ad usare ancora la mannaia sui treni regionali e locali, che potrebbero addirittura essere spazzati via. Quelli più utilizzati dai pendolari della zona di Marcon, che pure hanno gli autobus, e di Quarto, che non hanno a disposizione nemmeno quelli. Mi domando perché anziché ridurre laddove si può (Frecce rosse, etc), si pensi solo a peggiorare il servizio regionale, che rappresenta il 90% del trasporto ferroviario e viene utilizzato dalla stragrande maggioranza dei viaggiatori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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