Ferrovie, Moretti chiama il governo «Mancano i fondi, 2013 a rischio»
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- Finanza & mercati
Le regioni italiane rischiano di restare senza treni locali nel 2013 per mancanza di fondi. A lanciare l’ allarme – paradossalmente nel giorno in cui sono segnalati disservizi a causa dell’ entrata in vigore domenica 10 giugno dell’ orario estivo della fs – è l’ amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti nel corso di un convegno all’ università Bocconi di Milano. «Nel 2013 – ha affermato – se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale. O si aumentano le tariffe o i contributi oppure non si può andare avanti. Non so che cosa farà l’ Authority. L’ unica cosa che possiamo fare noi è interrompere il servizio, cosa che comporta una denuncia. Ci denuncino pure e poi vediamo cosa succede». Il contributo pubblico alle Ferrovie per il trasporto pubblico locale è oggi di 1,2 miliardi di euro. Moretti ha poi riproposto uno dei suoi classici, cioè la disparità dei ricavi nei confronti della gomma e con gli altri Paesi Ue. I «ricavi per passeggero/chilometro» in Italia sono di 10,8 centesimi di euro, contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma», ha detto Moretti, che ha poi fatto il paragone dei treni: la Germania, con ricavi per passeggero/chilometro a 20 centesimi e la Francia, i cui ricavi sono di 22 centesimi. Nel Regno Unito, dove i ricavi per passeggero variano da «33 a 42 centesimi chilometro». In sostanza, ha spiegato l’ ad di Fs, in Italia il trasporto su gomma è riconosciuto al 70% in più rispetto al treno. Mentre parlava, uscivano le notizie sul caos dopo l’ introduzione del nuovo orario estivo. Il caso più grave, tra i tanti descritti, è stato segnalato nelle stazioni di Terontola, Camucia e Castelfiorentino, dove il regionale 11998 Chiusi-Arezzo, prima annun ciato in forte ritardo, è stato soppresso. Le parole di Moretti hanno suscitato diverse reazioni. Il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Ci stiamo occupando tutti più che abbastanza del trasporto pubblico locale». Il Codacons ha commentato la dichiarazione del numero uno delle Ferrovie dicendo che se si interessasse «un po’ meno dei Frecciarossa e un po’ di più dei treni dei pendolari, troverebbe come finanziare il servizio universale senza bisogno di fare proclami e lanciare la minaccia di lasciare a casa i pendolari, avvertimenti poco consoni per un amministratore, specie se amministra un bene pubblico». Duro anche Michele Meta, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera: «Non spetta all’ amministratore delegato di Ferrovie decidere qualità e quantità del servizio: sono le Regioni e lo stesso ministero i soggetti titolari delle decisioni». Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato di Ntv, ha sottolineato il fatto che l’ alta velocità ferroviaria in Italia è a livello di eccellenza «proprio perché c’ è concorrenza» a differenza del trasporto locale.
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