10 Giugno 2012

Le vendite promozionali debuttano solo in pochi negozi

Le vendite promozionali debuttano solo in pochi negozi

P ochi sconti per i saldi anticipati. Nel primo giorno di via libera alle promozioni estive non più sottobanco in realtà la partenza non c’ è stata. Non tanto per i milanesi in cerca di affari che hanno comunque affollato le strade del centro per tutto il giorno quanto per i negozianti: pochi quelli che ufficializzavano con vetrofanie e cartelli i nuovi e inaspettati sconti. Da corso Vittorio Emanuele a Buenos Aires nessuno è sembrato pronto ad ‘annunciare’ ribassi sulle vendite. Solo poche e sporadiche occasioni: in Ticinese alcuni negozi hanno praticato lo sconto del 50% ma solo su alcuni prodotti e solo alla cassa. Nessuna comunicazione sull’ etichetta del prezzo ma ‘sconto a sorpresa’. Saldi inesistenti nei grandi magazzini e nel quadrilatero della moda dove da tutte le vetrine occhieggiano ancora i prezzi interi. «Non è neppure cominciata l’ estate e dovremmo già fare i saldi?» risponde una commessa, ignara della nuova normativa regionale (approvata, è vero, solo mercoledì scorso) che prevede il via libera anticipato di un mese dei saldi estivi. Tutte le griffe hanno deciso di non sfruttare questa opportunità rinviando l’ inizio delle vendite promozionali al mese di luglio, come tutti gli anni. «Anticipare di un mese senza preavviso e senza darsi regole precise danneggia in primis la clientela estera che concentra le visite in Italia a ridosso della data di inizio saldi» critica il presidente dell’ associazione dei commercianti di via Montenapoleone, Guglielmo Miani. «Ci rendiamo conto che la congiuntura economica è critica, che si deve fare il possibile per favorire i consumi e anzi su questo siamo assolutamente concordi – conclude Miani -. Siamo favorevoli a un’ anticipazione dei saldi ma sono necessarie regole ben precise, come la percentuale di sconto e/o il valore totale della merce disponibile ai ribassi anticipati». Anche in via Torino i commercianti non hanno ancora preso in considerazione la possibilità di anticipare i saldi e le promozioni. «È vero, non c’ è stata questa corsa alla vendita promozionale – commenta Alessandro Prisco, presidente di Asco Duomo -. Giugno non è mai stato un mese fortunato per il commercio, quest’ anno in più abbiamo una sfilza di tasse eppoi la stagione in realtà non è ancora cominciata». La misura era stata decisa proprio per aiutare il settore in un momento di crisi. In Lombardia, nel solo primo trimestre del 2012, 495 aziende del dettaglio moda, abbigliamento, pelletteria e calzature hanno abbassato la saracinesca a fronte di 188 nuove aziende che hanno aperto. Presto o tardi che inizino, il Codacons ha già invece previsto che la spesa dei milanesi sarà ridotta del 10%: 200 euro a famiglia contro i 220 dello scorso anno. Inoltre si stima che solo il 40% dei milanesi si avvarrà degli sconti di fine stagione. Quelli che inizieranno il 7 luglio. Daniela Fassini © RIPRODUZIONE RISERVATA

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