10 Giugno 2012

Partono i pre-saldi, ma pochi se ne accorgono

Partono i pre-saldi, ma pochi se ne accorgono
niente code fuori dai negozi per i ribassi. il codacons: è una chance sprecata.

«Saldi? Oggi? Davvero?». Le reazioni dei clienti all’ uscita dai negozi, ieri, suonavano più o meno tutte così. Del primo sabato di «pre-saldi» a Milano in pochi sembrano accorgersene. Secondo la lettura del Codacons, rispetto al primo giorno di saldi «veri» dell’ anno scorso, il confronto è impietoso: -70% di vendite; -75% di presenze nei negozi. In effetti, di sconti i turisti in visita nelle boutique delle grandi firme di Montenapo ne hanno visti ben pochi, così come non li hanno percepiti i clienti dei negozi più pop di corso Vittorio Emanuele. Qui, al massimo, campeggiavano le offerte promozionali ormai all’ ordine del giorno. Niente svendite di fine stagione, solo i soliti rodati meccanismi del «più compri meno paghi», vedi il classico «3×2». Stessa musica negli altri «corsi» del commercio milanese, da Buenos Aires a Vercelli, da via Torino a via Paolo Sarpi. I negozi che hanno scelto di usufruire fin da subito della legge regionale, insomma, sono la netta minoranza. «Nessuna comunicazione dall’ azienda», la risposta fotocopia dei commessi all’ ingresso dei negozi. Il provvedimento approvato giovedì scorso, infatti, in pratica anticipa di un mese il via libera ai saldi in partenza il 7 luglio su tutto il territorio nazionale. Solo che, come fanno notare le associazioni di categoria, il termine saldi, tecnicamente, è «improprio». È sbagliato presentare la giornata di ieri come l’ avvio dei saldi di fine stagione – spiega Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italiana -. La legge regionale in vigore da ieri sospende soltanto il divieto di offerte promozionali nei 30 giorni antecedenti gli sconti di fine stagione. Quindi – insiste Torti – è solo una possibilità in più per i negozianti: mantenere le vendite promozionali oppure rinnovarle senza incorrere nella sanzione da 500 a 3 mila euro nel mese prima dei saldi». Solo chi le avesse applicate il 7 e 8 giugno, perciò, potrebbe essere incorso in contravvenzioni. Secondo Federmoda, si tratterebbe di un provvedimento favorevole soprattutto ai piccoli esercenti: «In un momento di crisi è un’ opportunità soprattutto per loro, rispetto che per le grandi aziende più strutturate». Ma da alcune associazioni che uniscono i commercianti di piccole dimensione, ecco subito i distinguo. «Sarebbe stato meglio un confronto tra le diverse realtà del settore», chiedono dal gruppo «Per le vie dello shopping», zona Buenos Aires. Temono, al contrario, che «il provvedimento metterà in ginocchio molte attività a conduzione familiare, che dovranno anticipare le svendite per correre dietro alla grande distribuzione». Si discute anche sui tempi scelti dal legislatore: «Che senso ha anticipare di un mese i saldi senza né preavvisi né regole precise? – attacca Guglielmo Miani presidente dell’ associazione della via Montenapoleone -. Anche i turisti viaggiano tenendo conto degli sconti. I più danneggiati siamo noi». A far riflettere, poi, alcuni numeri: il potere d’ acquisto diminuito dello 0,5% e le 495 aziende di vendita al dettaglio chiuse nei comparti moda abbigliamento, pelletteria, calzature, tessuti a fronte di 188 nuove imprese. Ma le critiche più aspre al provvedimento arrivano dal Codacons, l’ associazione per la tutela dei consumatori. Che segnala una «chance sprecata per i commercianti», indicando nell’ ordine del 70% il calo delle vendite rispetto al primo giorno di saldi dell’ anno scorso. Un dato da imputare a diversi motivi: i tempi troppo stretti dall’ approvazione della legge che non hanno consentito loro di prepararsi in tempo; e i consumatori non adeguatamente informati. In totale, il Codacons prevede, per la città di Milano, un calo delle vendite del 10%, con una spesa per famiglia che nel 2012 non supererà i 200 euro, contro i 220 dello scorso anno. Per l’ associazione solo il 40% dei milanesi si avvarrà degli sconti. Giacomo Valtolina [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.

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