11 Giugno 2012

I negozi si dividono sui saldi anticipati «Toglieteci le tasse»

I negozi si dividono sui saldi anticipati «Toglieteci le tasse»

Offerte promozionali e sconti: sono poche le vetrine pronte per l’ anticipo dei saldi. La Regione Lombardia ha detto sì alle vendite “scontate” un mese prima del 7 luglio. Secondo il Codacons il provvedimento che dovrebbe andare incontro alle difficoltà dei commercianti rischia di essere un flop, con un calo generale delle vendite. Secondo i commercianti varesini si avvantaggiano ancora una volta le grandi catene. «Ho pagato a prezzo pieno» Alcuni si stanno organizzando, altri hanno pareri contrastanti: «Dai marchi che vendiamo non abbiamo l’ autorizzazione a svendite – spiega la signora Anna del negozio di scarpe Macchi di via Albuzzi. «È un palliativo – dice Yvonne Rosa di 3ndWorld – Sono contraria a queste iniziative, se vogliono darci una mano ci diano meno tasse, contributi e iva da pagare». «La merce l’ ho già pagata a prezzo pieno, che senso ha metterla adesso fuori al 20-30% di sconto? Se producessi io i miei capi potrei farlo senza perderci troppo ma chi se ne avvantaggia sono sempre le grandi catene o chi produce, che hanno costi inferiori a quelli che pago io». Difficile andare avanti Senza contare che spesso le offerte si fanno da anni fuori periodo: «È un mercato selvaggio – dice Luca Valcarenghi , dell’ Armeria Meschieri di vicolo Scuole – Sono sempre stato contrario ma adesso mi ricredo, perché le regole non vengono rispettate. Noi metteremo il 20%, ma il cliente è abituato ad avere fino al 40% e oltre, noi non possiamo. Lavoriamo a conduzione familiare da 25 anni, alcuni prodotti li acquistiamo e altri li produciamo noi, se facciamo il 40% è la fine, non so come possano fare gli altri, ci sono le spese, l’ affitto, i contributi». «Sono d’ accordo sull’ anticipo, ma che venga liberalizzato il periodo. Cioè che ci lascino mettere fuori lo sconto quando capisco che non riesco a vendere un prodotto che reputo difficile. Ma devo farlo in tempo, quando il cliente può trovare il prodotto interessante». Chi gestisce un negozio crea un rapporto con il cliente e fa già sconti: «Le persone di ceto medio hanno più dignità di quelle ricche – dice Valcarenghi – che ti chiedono lo sconto anche quando capisci che non ne hanno bisogno». Rapporto con i clienti L’ attenzione al cliente è fondamentale per Marisa Gualco , ma i saldi lei li ha fatti solo l’ anno scorso: «Sono contraria a qualunque tipo di svendita, non è serio, gli sconti li faccio già ai clienti». «Sulla biancheria non ho mai fatto i saldi – prosegue – Solo l’ anno scorso li abbiamo fatti su alcuni costumi, che con il maltempo e la crisi che incombeva non avevamo venduto. Ma non c’ è più serietà commerciale. Io sono alla terza generazione di clienti, ho inaugurato a maggio del ’72». F. Ame. © riproduzione riservata.

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