Confindustria licenzia Monti: è lento
-
fonte:
- Libero
ANTONIO CASTRO
QQQ Parte dal terremoto in Emilia
(ipotizzando uno stop produttivo
di 4-6 mesi e prevedendo un
calo del Pil di qualche frazione),
per poi arrivare al nocciolo: l’Italia
indietreggia sui parametri fondamentalidi
unagrande potenzaindustriale.
È un’analisi impietosa e
un atto d’accusa diretto al governo,
il succo del discorso del neopresidente
di Confindustria Giorgio
Squinzi. «L’Italia sta perdendo
terreno in termini assoluti rispetto
ai Paesi emergenti ma anche nei
confronti dei Paesi più avanzati».
Il pretesto per elencare tutto
quello che già si sapeva, e che il
terremoto ha aggravato, è un convegno
a viale dell’Astronomia. Ma
già all’orizzonte dell’autunno
Squinzi vede l’ennesima mazzata,
che fa coppia con le promesse
mancate (il credito d’imposta per
la ricerca che è misteriosamente
saltato). Tutto questo senza tralasciare
che le ore di cassa integrazione
richieste dalle aziende a
maggio sono state 105,5 milioni
(+ 22,5%) rispetto ad aprile». Un
record dal luglio 2010.
Ma l’incubo – recessione internazionale
a parte – è che il governo,
per centrare il pareggio di bilancio
non riuscendo a tagliare 4
miliardi di spesa pubblica, ricorra
all’aumento dell’Iva di 2 punti
(dopo il +1% di ottobre 2011).
«L’ipotesi», avverte Squinzi ricevuto
in serata al Quirinale, «rischia
di incidere negativamente sui
consumi già provati dalla crisi».
Non più tardi dell’altro ieri via XX
Settembre ha documentatoil calo
del gettito (ben 3,4 miliardi). «Il
problema», spiega il patron della
Mapei, «è che il gettito dell’Iva cala
perché i consumi interni stanno
calando. Se innalziamo ulteriormente
le aliquote Iva c’è purtroppo
da aspettarsi un ulteriore calo».
E poi arriva la bocciatura per la
scarsa fantasia: «Non sono convinto
che i 3,4 miliardi si possano
recuperare incrementando le aliquote
Iva,comesi è pensato di fare
da settembre. Dovremmo fare
qualcosa di diverso…». Poi glissa e
salta ad un altro argomento delicato,
la nuova tassa sulla casa: pesante
da pagare, complicata da
calcolare: «L’incertezza sull’am –
montare dell’Imu sta terrorizzando
le famiglie e frena la spesa». E
basta un numero per capire il panico
che si è impossessato degli
italiani (amanti della mattone per
investimento). «Ci sono alcuni
settori», taglia corto il leader degli
industriali, «che stanno subendo
in modo particolare, come l’edili –
zia, dove l’attività nei primi mesi
quest’anno è in discesa del 30%».
E tra i suggerimenti Squinzi lancia
la proposta di coinvolgere la
Cassadepositi e prestiti per «favorire
il sistema manifatturiero che
sta soffrendo un credit crunch importante
». Ma non dimenticare di
criticare la legge sulla riforma del
lavoro che rappresenta «un occasione
mancata».
Sarà la crisi, l’avvitamento lento
delle iniziative di governo,oppure
una pressione fiscale esasperante,
ma il governo Monti riesce
nell’impossibile: a far dire cose
identiche a Confindustria e alla
Cgil. Il segretario Susanna Camusso
si allinea – inedita alleanza
– con i “Padroni”. E, anzi, rincara la
dose: «Il possibile aumento
dell’Iva ci preoccupa perché contribuirà
a deprimere l’economia».
Scelta errata «come le modalità di
finanziamento immediato per le
zone terremotate attraverso l’au –
mento delle accise».
Tutti contro l’aumento dell’Iva,
almeno a parole. Anche il sottosegretario
all’Economia, Gianfranco
Polillo, giura che «evitare l’au –
mento dell’Iva a ottobre è ilprimo
imperativo». Ma le promesse non
convincono il Codacons, visto che
l’esecutivo «non sta facendo i passi
necessari per scongiurare questo
aumento. È evidente», prosegue
l’associazione dei consumatori,
«che quanto previsto attualmente
dal governo con la spending
review, 4,2 miliardi per il
2012, 7 su base annua, serve solo a
rinviare l’aumento dell’Iva, previsto
ad ottobre, al gennaio 2013».
Concordano anche Federconsumatori
e Adusbef: «Aumentare
l’Iva al 23% ed al 12% avrebbe effetti
deleteri per la nostra economia
». Peccato che il governo non
ascolti né Squinzi né la Camusso.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
