Authority, i partiti si blindano
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fonte:
- La Stampa
Dalla Lega al Pdl Per la privacy, il Pdl ha scelto anche Giovanna Bianchi Clerici, oggi in cda Rai per la lega La moglie di Vespa Il Pdl ha indicato Augusta Iannini per l’ Autorità garante della privacy Il Pd fa le primarie per individuare i suoi candidati alle Authority, e cede un posto nell’ Agcom al Terzo Polo, suscitando forti perplessità in alcuni democratici. Il Pdl sceglie i suoi nomi e invia un sms a tutti i suoi deputati, perché sappiano stamattina alle 10 chi indicare sulla scheda. Una votazione per eleggere i componenti dell’ Agcom, dell’ Authority sulla privacy e del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa da cui invece si asterranno l’ Idv e i Radicali, in polemica con il processo di «spartizione lottizzatoria», e per la stessa ragione forse anche l’ Api. E che suscita varie critiche per la promessa tradita di trasparenza. La quadra sui nomi è stata trovata dai partiti solo ieri, e non senza difficoltà. Alla fine, il Pd sosterrà per l’ Agcom Maurizio Decina, docente di comunicazioni al Politecnico di Milano, e il candidato del Terzo Polo Francesco Posteraro, vicesegretario della Camera; per la Privacy la costituzionalista Licia Califano e il deputato Antonello Soro, vicinissimo a Franceschini, e alla giustizia amministrativa Giuseppe Lauricella, avvocato e docente di diritto pubblico a Palermo. Il Pdl voterà per l’ Agcom Antonio Martusciello e Antonio Preto, attuale capo di gabinetto di Tajani in Europa, alla privacy la leghista Bianchi Clerici e il secondo nome sarà Enzo Savarese oppure il capo dell’ ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa; Lauricella alla giustizia amministrativa. «Abbiamo scelto il metodo più trasparente possibile, e visto che c’ erano tanti nomi, tutti di qualità, abbiamo scelto di far votare il gruppo», dichiara il capogruppo dei democratici, Dario Franceschini. 19 erano i candidati per l’ Agcom, 14 per la Privacy, ma il risultato finale non soddisfa pienamente tutti. Qualcuno nota con disappunto che il candidato Soro, ex capogruppo alla Camera del Pd, di professione è dermatologo, non proprio una competenza indispensabile per occuparsi di privacy. Ma soprattutto voci di dissenso si sono alzate, ieri in assemblea di gruppo, riguardo alla scelta di riservare un posto al Terzo Polo. «All’ inizio del percorso avevamo concordemente valutato con tutti i gruppi parlamentari di rispettare i gruppi minori», spiega Franceschini, «il Pdl ha cambiato linea e a noi è parso giusto mantenere il rispetto di una rappresentanza parlamentare ampia». Così, dopo un incontro tra Bersani e Casini, il Pd rinuncia al suo secondo nome e sposa la proposta dell’ Udc. Ma proprio qui è il punto, è il dubbio di alcuni Pd: se ci dovesse essere un riavvicinamento tra Udc e Pdl, un’ Authority delicata come l’ Agcom, che dovrà decidere sulle frequenze tv dopo l’ annullamento del beauty contest, potrebbe trovarsi a trazione berlusconiana. Fuori dalla cerchia del Palazzo, poi, fa ancora più discutere il metodo scelto dai partiti: nel chiuso delle loro stanze, dopo che tanto si era parlato di trasparenza, e 90 curricula erano anche arrivati. Insorge il Codacons, che annuncia un ricorso al Tar per «annullare quelle nomine che non siano basate sulla competenza». Bacchetta la Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, la «sordità di istituzioni e partiti alle richieste di trasparenza dell’ opinione pubblica». E il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ritiene «indispensabile una modifica della legge che stabilisca requisiti e modalità delle candidature all’ Agcom». Il Pd fa le primarie per i suoi candidati all’ Agcom e cede un posto al Terzo Polo.
francesca schianchi
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