1 Giugno 2012

Vinto il ricorso al Tar contro le classi “pollaio” al Tifoni

Vinto il ricorso al Tar contro le classi “pollaio” al Tifoni

i giudici danno ragione ai genitori degli alunni di prima «rispettare i parametri anche con lo sdoppiamento»

PONTREMOLI I genitori degli alunni dell’ Istituto Tifoni hanno vinto il ricorso al Tar contro le “classi pollaio”, presentato conto il ministero dell’ Istruzione, l’ Ufficio scolastico provinciale e l’ Itc stesso. La sentenza ricostruisce tutti i passaggi compiuti dai genitori, secondo i quali le due classi prime erano troppo numerose (rispettivamente composte da 30 e 29, poi 27 alunni). Adesso, anche se in modo tardivo, alla fine dell’ anno scolatico, il Tar dice che bisogna riportare la presenza degli alunni nei parametri normativi, «anche attraverso lo sdoppiamento di classe». Commentano i genitori: «Ebbene sì, purtroppo quando ormai la corsa era quasi finita, i genitori ricorrenti di Pontremoli hanno visto riconoscere le loro ragioni, ma soprattutto i diritti dei loro figli. Nello scorso mese di aprile le scuole italiane si sono misurate con gli organici di diritto, la formazione delle classi, la “razionalizzazione” del sistema scolastico. Ci sembra particolarmente importante quindi ribadire che non bisogna abbassare la guardia sul problema delle classi pollaio, un vero dramma sia sul piano didattico che sul piano della salubrità e sicurezza di studenti e docenti. Nella preparazione dell’ anno scolastico volgente al termine, quando in tutta Italia sono partiti ricorsi, movimenti di opinione, dibattiti e persino la Cassazione ha riconosciuto il macroscopico errore introdotto dalla riforma Gelmini sulla razionalizzazione della scuola e sulla formazione delle classi, a Pontremoli si faceva in modo che silenziosamente si avviasse l’ anno con due prime elementari di 30 e 29 alunni». E aggiungono: «Rimane ben poco da dire, se non che anche questa volta la stolta ricerca di un risparmio assurdo, concepito male e applicato peggio, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione presente sul territorio provinciale ha originato un anno scolastico da dimenticare, sulla pelle di ignari bambini che si affacciavano al mondo della scuola dell’ obbligo. I genitori sono stati costretti a ricorrere alla giustizia amministrativa per vedersi riconosciuto il legittimo diritto a classi decorose dal punto di vista numerico e ambientale. Mentre la questione spazi/sicurezza rimane aperta, con il capitolo delle verifiche ancora in corso da parte dell’ Asl e con le proroghe che concederà il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, la sentenza del Tar di Firenze ripaga lo sforzo, la frustazione e l’ impegno profuso da un gruppo di genitori coraggiosi sostenuti solo da sé stessi e assistiti dal Codacons nazionale, ma soprattutto ristabilisce in questa regione il sacrosanto diritto ad una scuola dell’ obbligo nel rispetto delle norme. Niente potrà restituire la mancanza di serenità che in alcuni frangenti ha accompagnato la vita scolastica di molte famiglie, gli attacchi alle loro legittime richieste, ma conforta la soddisfazione di aver posto una pietra miliare per le prossime generazioni scolastiche. Anche questa sentenza, la nostra, gioverà a livello nazionale a tutti coloro che avranno la sfortuna di trovarsi di fronte a rigide interpretazioni di parte che hanno solo fine di “non disturbare il manovratore”! A livello nazionale già negli ultimi mesi dell’ anno scorso sono state avviate in difesa della scuola pubblica campagne di verifica e monitoraggio dei problemi di sicurezza legati al sovraffollamento delle aule nelle scuole italiane, in seguito a numerose richieste di intervento provenienti da insegnanti, personale, alunni e genitori e tutti puntano il dito contro il problema del sovraffollamento delle aule. A risentirne, tra le altre cose, è anche la didattica».
 
 

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