30 Maggio 2012

Romano, salta l’ udienza Martinelli resta in carcere

Romano, salta l’ udienza Martinelli resta in carcere

 Romano Luigi Martinelli resterà per ora in carcere. L’ udienza davanti al tribunale del riesame di Brescia, chiamato in causa dalla difesa, è stata disertata dall’ avvocato Giuliano Leuzzi, il legale messo a disposizione dell’ imprenditore di Calcio dal Codacons. Il motivo? La strategia difensiva è mutata in questi giorni e il difensore s’ è premurato di avvertire in anticipo i giudici, che avrebbero dovuto decidere sull’ eventuale modifica o revoca della misura cautelare – il carcere – a cui Martinelli è sottoposto dal 3 maggio, giorno della sua irruzione nell’ ufficio dell’ Agenzia delle Entrate di Romano. Quale sia questa strategia, l’ avvocato Leuzzi per il momento preferisce non anticipare. Nei giorni scorsi si vociferava di una richiesta di patteggiamento con pena sotto i 5 anni e arresti domiciliari. È forse per raggiungere questo obiettivo che sta lavorando il legale. Ed è chiaro che un eventuale pronunciamento negativo da parte del Riesame, potrebbe condizionare i magistrati a cui la proposta di pena e di misura cautelare sarà rivolta. Per questo motivo, probabilmente, l’ avvocato Leuzzi ha deciso di procedere coi piedi di piombo. Del resto, l’ eco del clamoroso gesto di Martinelli non s’ è ancora spenta e dunque le condizioni emotive e «ambientali» per inoltrare la richiesta di attenuazione della misura cautelare non giocano a favore ella difesa. Luigi Martinelli era stato arrestato il 3 maggio scorso dopo l’ irruzione a mano armata nell’ ufficio dell’ Agenzia delle entrate, dov’ era rimasto asserragliato per più di 5 ore con un impiegato come ostaggio. L’ imprenditore aveva imbracciato il fucile da caccia e s’ era deciso a fare irruzione nell’ ufficio dell’ Agenzia delle entrate dopo aver saputo di dovere a Equitalia 44 mila euro. Era un fraintendimento, alla fine s’ è scoperto che l’ uomo – 54 anni, disoccupato dopo che la sua ditta di pulizie aveva chiuso – al fisco doveva «solo» 2.400 euro. Secondo il gip Giovanni Petillo, che aveva convalidato l’ arresto, tra la presunta causa scatenante e la grave condotta dell’ imprenditore c’ è una sproporzione ed esiste il rischio che il comportamento possa ripetersi, magari anche per una banale lite stradale. Un rischio aggravato dalla dimestichezza di Martinelli con le armi: a casa del cinquantaquattrenne, infatti, era stato trovato un vero e proprio arsenale (regolarmente detenuto). nascosto

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