29 Maggio 2012

«Una tassa per cani e gatti? Così avremo più abbandoni»

«Una tassa per cani e gatti? Così avremo più abbandoni»

associazioni animaliste sul piede di guerra: «legge da cestinare». la lav: «famiglie senza soldi, aumenterebbe il randagismo»
«Possibilità di introdurre una nuova tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo e dell’ abbandono quali incentivi per l’ adozione di animale di affezione». È il passaggio della proposta di legge, nata da un’ iniziativa di Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci, che ha scatenato le dure reazioni degli stessi parlamentari – in maniera trasversale – e delle associazioni animaliste e di tutela dei cittadini. «Sono sempre stata contraria a questa sciagurata ipotesi che, al solo annuncio, già produrrebbe l’ effetto di incentivare l’ abbandono e quindi il randagismo», ha commentato l’ ex ministro Michela Vittoria Brambilla, sottolineando che «gli animali d’ affezione svolgono un importantissimo ruolo sociale per milioni di italiani, che li considerano veri e propri componenti della famiglia. Tassare il cane e il gatto sarebbe come mettere una tassa sui figli». Duro anche il Codacons: «Un’ idea malsana e gravemente pericolosa», ha commentato il presidente, Carlo Rienzi,«che porterà solo effetti negativi, alcuni addirittura pericolosi. Gli anziani che hanno un animale domestico dovranno aggiungere una nuova spesa, impoverendosi sempre di più». Dello stesso tono il commento della presidente nazionale dell’ Enpa, Carla Rocchi: «Una tassa di questo tipo, oltre a essere discutibile sul piano etico, favorirebbe nuovi abbandoni e disincentiverebbe le adozioni nei canili, con un aggravio di spesa per le casse degli anti locali». Concorda il presidente nazionale della Lav, Gianluca Felicetti, associazione che aveva promosso il testo nella sua versione originaria: «Al momento la proposta è all’ esame di diverse commissioni, alla Camera. C’ è stato un palese dietrofront da parte dei parlamentari, è vero, dopo il putiferio mediatico scatenato da questa proposta demente, ma aspetto i fatti concreti, perchè non è scontato che venga ritirata. Il testo modificato della legge quadro in materia di animali d’ affezione e prevenzione del randagismo», conclude Felicetti, «non piace alla Lav e a altre associazioni anche perchè tutte le norme di tutela di cani e gatti non sarebbero applicabili agli allevamenti». Lorenza Zanaboni, presidente della sezione veronese della Lav, si augura che la proposta finisca nel cestino. «Significherebbe riempire le strade di randagi», attacca, «ma soprattutto vanificare le azioni attuate negli ultimi vent’ anni, con soldi pubblici, per eradicare il randagismo. Vogliamo che l’ Italia diventi come la Romania e l’ Ucraina, dove si organizzano le cacce ai randagi? Basta già la crisi», conclude, «a costringere padroni poco abbienti a rinunciare ai propri animali perchè incapaci di far fronte alle spese veterinarie. Da gennaio a oggi la Lav ha pagato le spese di sterilizzazione di 29 cani i cui padroni non erano in grado di pagare e dimostrando sensibilità ci hanno chiesto aiuto. Con la tassa, anziani e disoccupati sarebbero costretti a abbandonarli, pur con la morte nel cuore».
 
 

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