29 Maggio 2012

“Fiamme a bordo”. Panico, 8 feriti

“Fiamme a bordo”. Panico, 8 feriti

volo per timisoara, i passeggeri si gettano dai portelloni paura a peretola potrebbe essere stato un falso contatto della spia che segnala l´allarme al pilota il comunicato della compagnia: “non ci sono state sofferenze per chi era a bordo”
Una piccola spia luminosa che si accende all´improvviso sullo schermo. L´aereo si sta muovendo per il decollo sulla pista di Peretola, destinazione Timisoara (Romania). Ore 11,40 di ieri, condizioni meteo perfette. La spia segnala un incendio a uno dei motori. Il comandante della Carpatair capisce al volo l´emergenza che ha davanti: alza i flap, spegne i motori, ferma l´aereo, attiva il sistema antincendio e ordina l´immediata evacuazione del velivolo. A bordo di sono 49 persone. Le hostess passano per dire a tutti: «Scendete, presto scendete». Fra i viaggiatori è panico. Racconta Sylvia, una ragazza romena: «Ci hanno detto di alzarci, che non c´era tempo, che l´aereo poteva esplodere». E Nicola Tosarelli, un imprenditore aggiunge: «Non ho nemmeno sentito l´ordine del comandante, ho visto soltanto le hostess correre lungo il corridoio e mi sono precipitato». C´è chi prova a prendere il bagaglio a mano, spinte, urla: non è il momento di perdere tempo. Si aprono le porte, ma non ci sono gli scivoli di gomma che collegano l´aereo all´asfalto, la gente si lancia da un´altezza di poco meno di due metri. Alcuni cadono male e si feriscono. C´è calca, ansia, paura sull´aereo in avaria. Arrivano i vigili del fuoco e mettono una scaletta sotto la pancia dell´aereo: ma la maggior parte di quelli a bordo sono già scesi. Intanto in aeroporto la macchina dei soccorsi si mette in movimento come un meccanismo sincronizzato: medici, ambulanza, staff tecnico dei vari settori aeroportuali assistono all´evacuazione dell´aereo aiutando i passeggeri. Alla fine della giornata il bilancio è di quattro feriti in ospedale, la più grave una pensionata che ha riportato la frattura di una gamba. Altri quattro sono ricorsi alle cure dell´infermeria di Peretola. Alcuni viaggiatori sono sotto shock per lo spavento. Gli addetti portano bevande calde e snack in sala Masaccio, l´area vip dove vengono dirottate tutte le persone di quel volo. Intanto la notizia si sparge in aeroporto, sugli schermi si accumulano i ritardi e i decolli cancellati. Solo dopo quaranta minuti il Vespucci riprende a funzionare. «L´Enac e la compagnia aerea dovranno chiarire la dinamica dell´accaduto» spiega il direttore generale di Aeroporti Firenze Umberto Preziosa. L´Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) apre un´inchiesta sulla sicurezza. L´aereo della compagnia romena è un Saab 2000 YR-SBJ, un turboelica a due motori. L´Agenzia manda un suo investigatore. Sul posto arriva anche la polizia con la squadra mobile: la scientifica fa un´ispezione a bordo e pure all´esterno del velivolo. La procura apre un fascicolo senza ipotesi di reato. Secondo i primi accertamenti e secondo quanto confermano dalla Carpatair, si sarebbe trattato di un falso allarme, una spia luminosa che si accende in seguito a un contatto e non per un reale incendio a uno dei motori: «Tutte le corrette procedure sono state attivate» spiega la compagnia romena e aggiunge «non ci sono state sofferenze per i passeggeri». E i feriti? e i contusi? Taglia corto il Codacons che chiede un risarcimento per tutti, feriti e non feriti. «Falso allarme? Eppure io ho sentito odore di bruciato» racconta uno dei passeggeri. Altri confermano la stessa sensazione. Potrebbero aver scambiato l´odore dei pneumatici in frenata sulla pista con quello di un principio di incendio? Di certo i vigili del fuoco non hanno usato gli idranti. AEROPORTO, il presidente della Provincia Andrea Barducci vuole vedere nero su bianco: «Prima di decidere sulla nuova pista vogliamo vedere gli studi di Enac e dell´incaricato della Regione che ha studiato la pista obliqua, l´ingegner Granozio». E questo per togliere, la discussione «dalla banalizzazione» in cui è caduta, per «non tirare per la giacchetta da una parte o dall´altra il presidente della Toscana Rossi» e per basare il dibattito su fondamenta serie, dice Barducci. Che spiega: «Non faccio fretta a nessuno, aspetteremo che la Regione abbia le carte in mano. Una volta che saremo tutti in possesso della documentazione, tutti i livelli istituzionali, potremo giungere alla migliore soluzione. Partendo dal dare dignità a tutte le posizioni perché ogni soluzione ha i suoi punti critici».
laura montanari luca serrano´
 

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