25 Maggio 2012

Irruzione all’ Agenzia delle entrate Chiesti i domiciliari per Martinelli

Irruzione all’ Agenzia delle entrate Chiesti i domiciliari per Martinelli

Luigi Martinelli lascerà la sua cella? A deciderlo sarà il tribunale del riesame, a cui s’ è rivolto l’ avvocato Giuliano Leuzzi del foro di Roma, che il Codacons ha messo a disposizione dell’ uomo arrestato il 3 maggio scorso dopo l’ irruzione a mano armata nell’ ufficio dell’ Agenzia delle entrate, dov’ era rimasto asserragliato per più di cinque ore con un impiegato come ostaggio. L’ udienza è fissata per il 29 maggio. Ai giudici il legale chiede una misura cautelare meno afflittiva: in pratica, gli arresti domiciliari. Ieri l’ avvocato Leuzzi era a Bergamo: ha incontrato il suo assistito nel carcere di via Gleno e poi il gip Giovanni Petillo, il giudice che aveva convalidato l’ arresto e disposto la custodia in carcere. Il legale sta sondando il terreno e pare stia cercando di trovare una via d’ uscita nel caso l’ istanza fosse respinta dal tribunale del riesame. Una delle soluzioni prospettate dal difensore potrebbe essere un patteggiamento non troppo doloroso per il suo assistito, magari sotto i cinque anni, con ordinanza di scarcerazione emessa dallo stesso giudice dell’ udienza preliminare (che non sarà certamente Petillo, incompatibile in quanto s’ è già pronunciato sulla convalida). Ma per ora resta solo una tattica difensiva a medio periodo. Nel breve, la difesa dovrà cimentarsi con il pericolo di reiterazione del reato che il gip Petillo ha messo in conto nella sua ordinanza. Il giudice ha motivato la misura del carcere sostenendo che è preoccupante la reazione di fronte a una contrarietà valutata in modo distorto, giudicata un accanimento. Martinelli aveva infatti imbracciato il fucile da caccia e s’ era deciso a fare irruzione nell’ ufficio dell’ Agenzia delle entrate dopo aver saputo di dovere a Equitalia 44 mila euro. Era un fraintendimento, alla fine s’ è scoperto che l’ uomo – 54 anni, di Calcio, disoccupato dopo che la sua ditta di pulizie aveva chiuso – al fisco doveva «solo» 2.400 euro. Sia come sia, secondo il gip tra la presunta causa scatenante e la grave condotta dell’ imprenditore c’ è una sproporzione ed esiste il rischio che il comportamento possa ripetersi, magari anche per una banale lite stradale. Un rischio aggravato dalla dimestichezza di Martinelli con le armi: a casa del cinquantaquattrenne, infatti, era stato trovato un vero e proprio arsenale (regolarmente detenuto). All’ imprenditore il pm Franco Bettini contesta il sequestro di persona (al momento dell’ irruzione c’ erano 15 persone, che – tranne l’ impiegato Carmine Mormandi – Martinelli ha poi liberato col trascorrere del tempo), le minacce, gli spari in luogo pubblico e il porto abusivo di arma da taglio (aveva con sé pure un coltello).

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